Un presunto caso di malasanità a Vibo Valentia che avrebbe causato la morte di un anziano ospite della Rsa di Moderata Durant, deceduto successivamente a Serrastretta, nel Catanzarese, il 29 dicembre 2005. Medici e infermieri sono finiti in Tribunale per la morte, nello specifico, dell'80enne Alfonso Mosca. Oggi, 26 novembre 2020, quasi 15 anni dopo, tutti gli imputati sono stati assolti dalla Corte d'Assise di Catanzaro - presidente del collegio il giudice Alessandro Bravin - perché "il fatto non sussiste". Anche il pubblico ministero, Ciro Lotoro, aveva chiesto l'assoluzione.

Le accuse. Secondo l'accusa iniziale gli imputati avevano provocato il decesso dell'anziano, in quanto responsabili del peggioramento delle sue condizioni di salute poiché non gli sarebbero stati forniti cibo e liquidi in modo adeguato. L'indagine era partita, dopo la morte dell'80enne, a seguito della denuncia presentata dai familiari.

Gli imputati. Sul banco degli imputati c'erano: Giuseppe Iorfino di Arena, in quanto responsabile sanitario della struttura; Luciano Scarmato di Vibo Valentia, caposala; Rosa De Filippis di Bivona, Patrizia Giordano di Vibo, Salvatore Maiorana di Jonadi, Antonio Potenza di Piscopio, Francesco Scidà di Vazzano, Maria Teresa Mandaradoni di Vibo e Maria Concetta Macaluso di Vibo Marina in quanto infermieri professionali in servizio nella Rsa. Il collegio difensivo era composto dagli avvocati Giuseppe Di Renzo, Emilio Stagliano, Antonio Cimino e Gianfranco Agapito. Per le parti civili, invece, erano presenti i legali Nicolino Panedigrano e Ortensio Mendicino.