Sull'imminente dissesto del Comune di Vibo Valentia, e sulla delibera della Corte dei Conti che ha bocciato il Piano di riequilibrio che mirava a risanare le casse dell'Ente (ne abbiamo parlato QUI), sono state dette "diverse falsità". Ad affermarlo il sindaco Maria Limardo in una conferenza stampa convocata questa mattina per riaffermare che "ci siamo sempre posti come priorità quella di mettere ordine nei conti, ma anche il più sprovveduto comprende che non si può fare nell’arco di pochi anni ma è un’operazione lunga e complessa".

"Operazione verità"



Per raggiungere questo obiettivo, inoltre, era necessaria "un’operazione verità". Anche perchè, dopo che la Corte dei Conti aveva ipotizzato un debito di 61 milioni di euro, adesso "non c’è un’effettiva quantificazione della massa passiva, non esiste, non è stata fatta". Il Comune, in altre parole, non ha certezza dell'ammontare del debito e i giudici contabili non l'hanno quantificato.

"Debito aumentato di 19 milioni? È falso"


In ogni caso "la lettura di questa delibera - ha affermato Maria Limardo - ha provocato una serie di affermazione imprudenti. Sono state fatte delle affermazioni a cuor leggero su un lavoro che è durato due anni e mezzo, si è un po’ parlato per slogan". Ovvero? "Il dibattito pubblico si è soffermato sul fatto che è stato prodotto un ulteriore debito di 19 milioni di euro in due anni: l’affermazione è completamente falsa". Produrre un debito del genere in soli due anni è infatti abbastanza improbabile, se non si costruiscono opere straordinarie o si fanno spese folli. In realtà "non è un dato reale ma finanziario". Infatti quei 19 milioni derivano dall'aumento in bilancio del "Fondo crediti di dubbia esigibilità" (che "serve per evitare che con il malo pagatore si possano finanziare spese, perchè so per certo che non tutti i debitori pagheranno") e del "Fondo contenzioso" (necessario per tutelarsi dal "pericolo di perdere cause").

"Miglioramento dei conti di 5 milioni di euro"


"Quei fondi - ha spiegato Maria Limardo - erano stati sottostimati nel 2018 e ce l’avevano detto anche i commissari. Li abbiamo adeguati e, facendoli lievitare, è scaturito un risultato di amministrazione che è apparentemente peggiorativo, ma in realtà è solo un’emersione di fatti che già esistevano e che noi abbiamo solo fatto venire fuori. Se negli anni precedenti i due fondi non fossero stati sottostimati, ma valutati per quello che effettivamente erano, non ci saremmo trovati in queste condizioni. Non esiste che i 19 milioni siano stati prodotti da questa amministrazione". Nello specifico il Fondo crediti di dubbia esigibilità è passato dai 16,4 milioni del 2018 ai 33,7 del 2020, visto anche che è cambiato il metodo di calcolo e sono state inserite altre componenti tra cui l'evasione tributaria. Il Fondo contenzioso è passato invece dai soli 60mila euro del 2018 ai ben 6,8 milioni del 2020. Il totale è quindi un incremento del deficit di 24 milioni di euro. Perchè allora la Corte dei Conti parla di un ulteriore debito di 19 milioni? "Perchè 5 milioni sono stati risparmiati dall'Amministrazione". In altre parole, hanno spiegato il sindaco e l'assessore Maria Teresa Nardo, se non ci fosse stato l'adeguamento dei due fondi ci sarebbe stato un miglioramento dei conti di 5 milioni di euro.

"Aiuti per i Comuni che non sono in dissesto"


Ma non solo: "Si è aggiunto che sono stati persi due anni perché il dissesto andava dichiarato prima. Se noi avessimo dichiarato il dissesto immediatamente certamente saremmo partiti da una base molto più semplice per noi: andava in 'dissesto' tutto quello prima di noi e questa Amministrazione ricominciava da zero. Ma, se avessimo dichiarato il dissesto quando ci siamo insediati, questa città non avrebbe potuto godere dei 12 milioni di euro a fondo perduto che sono arrivati dal Ministero". Da qui un dato politico nel mare di tecnicismi: "Chi è sindaco ha il dovere di andare oltre, di guardarsi attorno e comprendere quali sono i dinamismi che animano il dibattito politico di livello nazionale. Con ogni probabilità ci sarebbero stati riflessi positivi per le città che non avevano dichiarato il dissesto. E questa è anche una delle ragioni per cui facciamo ricorso alle Sezioni Riunite della Corte dei Conti".

I presunti "errori" della Corte dei Conti


L'Amministrazione è infatti convinta di "alcuni errori in cui è incorsa la Corte" e per questo si farà ricorso alle Sezioni Riunite contro la delibera che boccia il Piano di riequilibrio. "La Corte non ha tenuto conto di alcuni elementi significativi. Dice che il piano di riequilibrio è stato fatto per ripianare una massa passiva palesemente sottostimata - ha detto l'assessore Maria Teresa Nardo - ma ha detto anche di non poter tenere conto delle correzioni che abbiamo fatto". La bocciatura, se non si tiene conto delle controdeduzioni presentate dal Comune, era quindi inevitabile: "Qualsiasi misura applicata a un debito sottostimato non ha senso. Riteniamo invece che la Corte dei Conti doveva accogliere la correzione che ha fatto l’Ente".

Le famiglie povere e la mancata riscossione delle tasse


A pesare, infine, è stata anche la mancata riscossione delle tasse, non solo a causa del Covid. Anche su questo l'Amministrazione ha voluto fare delle precisazioni: "Non è un’amministrazione che non ha inviato i ruoli com’è successo durante il primo dissesto, in cui non c’era nemmeno la lista dei debitori dell'idrico - ha detto il sindaco Limardo - noi abbiamo fatto tutto nel tempo previsto ma c’è un territorio che non riesce a rispondere in termini di introiti". "È evidente che se le famiglie sono povere, o vivono di reddito di cittadinanza o di pensione - ha aggiunto - faticano a pagare le tasse".

"È facile dire 'tanto si va in dissesto'"


In questa situazione, quindi, risanare il debito del Comune è impossibile? "I Comuni che hanno questa situazione socio economica", tale che i cittadini sono in reale difficoltà a pagare le tasse, "sono pochi e saranno destinatari di somme aggiuntive" ha detto l'assessore Nardo. La soluzione è quindi "resistere", non dichiarare il dissesto, in attesa dell'arrivo di fondi straordinari dal Governo. Nella speranza che intanto la situazione socio-economica del territorio migliori e possa conseguentemente aumentare la riscossione delle tasse. "È facile dire 'tanto si va in dissesto' - ha concluso Maria Teresa Nardo - ma i dissesti non sono tutti uguali. Bisogna capire se andare in dissesto conviene o meno: nel nostro caso no".

https://zoom24.it/2021/12/07/dissesto-vibo-laccusa-dei-giudici-artifici-contabili-per-migliorare-i-conti/