Da luogo simbolo del degrado ambientale a possibile modello di valorizzazione naturalistica e sviluppo sostenibile. È questa la sfida che interessa la foce del fiume Mesima, l’area protetta che si estende tra i territori comunali di Nicotera e San Ferdinando, al confine tra la provincia di Vibo Valentia e la Città Metropolitana di Reggio Calabria.

Negli ultimi anni il volto della riserva è profondamente cambiato grazie all’attività di recupero e vigilanza promossa dal Wwf Vallata dello Stilaro, soggetto gestore dell’area istituita dalla Regione Calabria. Interventi di bonifica, contrasto agli abbandoni illeciti di rifiuti e azioni di tutela della biodiversità hanno consentito di restituire dignità a una zona che per lungo tempo era stata segnata dall’incuria e dall’assenza di controlli.

Un percorso che ora riceve un ulteriore impulso grazie a un finanziamento regionale di 100mila euro destinato a un’operazione straordinaria di pulizia e rimozione dei rifiuti presenti nell’area della foce. Le risorse arrivano nell’ambito di un avviso rivolto ai parchi e alle aree protette della Calabria, al quale il Wwf ha partecipato presentando un progetto specifico successivamente ammesso a finanziamento.

L’obiettivo è duplice: da una parte migliorare ulteriormente le condizioni ambientali del sito, dall’altra consolidare un percorso di valorizzazione che punta a trasformare la riserva in una meta di interesse naturalistico, turistico e didattico.

I risultati raggiunti finora sono significativi. Le vaste discariche abusive che un tempo caratterizzavano la zona sono state eliminate, il territorio è monitorato attraverso un moderno sistema di videosorveglianza e le attività di controllo hanno contribuito a contrastare pratiche illegali che in passato compromettevano l’equilibrio dell’ecosistema.

Tuttavia, le criticità non sono state ancora del tutto superate. La qualità delle acque del Mesima continua infatti a risentire delle pressioni ambientali che interessano il corso del fiume lungo il suo tragitto. Scarichi abusivi e problematiche legate alla rete fognaria rappresentano ancora oggi una delle principali emergenze da affrontare.

Si tratta di questioni che richiedono interventi strutturali e tempi lunghi, anche alla luce dei consistenti investimenti programmati nel settore della depurazione. Nel frattempo, la salvaguardia della foce resta una priorità per gli enti coinvolti, nella consapevolezza che la tutela del patrimonio ambientale costituisca una leva fondamentale per lo sviluppo del territorio.

La prospettiva è quella di fare della riserva del Mesima non soltanto un’area protetta da preservare, ma anche un luogo capace di attrarre visitatori, studiosi e appassionati di natura, valorizzando un patrimonio paesaggistico che per anni è rimasto ai margini delle politiche di promozione e sviluppo.