Processo agli "scafisti" in Calabria, verdetto a sorpresa: assolti tutti gli imputati
Dopo lo sbarco erano stati arrestati con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina

Avevano trascorso circa due anni e mezzo in carcere con l’accusa di essere scafisti, ma per il Tribunale di Locri non sono responsabili del traffico di migranti contestato dalla procura. I giudici hanno assolto in primo grado tre cittadini stranieri arrestati dopo uno sbarco avvenuto nel 2023 sulle coste della Locride.
Si tratta di un cittadino iraniano di 36 anni, di un iracheno di 28 e di un turco di 40. I tre erano stati fermati il 1° settembre 2023 nel porto di Roccella Ionica, subito dopo l’arrivo di un’imbarcazione con a bordo 85 migranti di varie nazionalità, soccorsa nel Mar Ionio dalla Guardia Costiera italiana.
Dopo lo sbarco erano stati arrestati con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e trasferiti in carcere. Secondo l’impostazione accusatoria, avrebbero collaborato al trasporto dei migranti – in gran parte iraniani e afghani – su una barca a vela lunga circa 15 metri partita dalla Turchia e diretta verso le coste calabresi.
Nel corso del processo la pubblica accusa aveva chiesto la condanna a otto anni e quattro mesi di reclusione per il cittadino turco, mentre per l’iraniano e l’iracheno aveva già sollecitato l’assoluzione.
Il Tribunale di Locri, dopo la camera di consiglio, ha però deciso per l’assoluzione di tutti e tre gli imputati, ponendo fine alla loro detenzione durata oltre due anni.
