Questa l'odissea di una nigeriana che dall'ospedale di Tropea è arrivata a quello di Vibo Valentia e dallo Jazzolino è stata mandata a Lamezia Terme

E' stata una vera e propria odissea quella vissuta da una giovane nigeriana, ospite di uno dei tanti centri di accoglienza presenti nel Vibonese. Sballottata da un ospedale all’altro per perdite ematiche dai genitali che, al termine di una serie di controlli ginecologici, altro non erano che delle normalissime, seppur dolorose, mestruazioni. Una storia a metà tra l’incompetenza e la superficialità ma anche sintomatica del malessere del sistema sanitario con il quale devono fare i conti i cittadini di Vibo e provincia.

L'odissea inizia da Tropea. La vicenda ha inizio da un Pronto soccorso di Tropea. E’ qui infatti che di buon mattino si presenta la giovane nigeriana, preoccupata per via di forti dolori alle parti genitali e notevoli perdite di sangue. Per i medici dell’ospedale tropeano è necessario una visita ginecologica approfondita per capire di cosa si tratti. Si ordina quindi il trasferimento nel più attrezzato nosocomio vibonese ed una visita specialistica. La donna viene caricata in barella su un’ambulanza e trasportata allo Jazzolino di Vibo.

La tappa a Vibo. E’ solo la prima tappa di un viaggio che si concluderà solo nel tardo pomeriggio di una giornata estenuante ed incredibile. La giovane nigeriana, alle prese con un copioso sanguinamento vaginale, arriva così nel reparto di Ginecologia dove viene sottoposta a visita specialistica e agli esami che il caso necessita. I medici dello Jazzolino consigliano il ricovero per approfondire ma a Vibo non c’è posto e allora bisogna riattivare l’ambulanza del 118, rimettere su una barella la paziente e trasferirla altrove. La prossima destinazione è Lamezia Terme, tappa finale dell’incredibile viaggio della migrante nigeriana.

Cose da Terzo Mondo? Forse sì, forse no. Qui dall’Africa arriva solo la paziente preoccupata e scaricata da un ospedale all’altro come fosse un pacco postale. Intanto la donna lascia Vibo perché, dopo un lungo via vai, è il momento di fare visita ad un altro nosocomio, quello di Lamezia Terme. Inizia una nuova trafila e arriva un’altra visita con un altro medico e un altro ginecologo. E’ l’ennesimo controllo della serie. Il referto è sconvolgente: “La paziente ha solo delle mestruazioni”. Due trasferimenti in ambulanza, un paio di controlli medici con annesse visite specialistiche e quasi un'intera giornata di lavoro impiegata per un normale ciclo mestruale. Epilogo surreale: ricovero annullato e rientro nuovamente a Tropea, punto di partenza di una vicenda grottesca.