Il procuratore Camillo Falvo, punto di riferimento indiscusso per la società civile oltre che per la magistratura, da quando è a Vibo Valentia, è stato premiato, nel pomeriggio di ieri, nel corso della seconda giornata del Festival Leggere&Scrivere, dall'associazione Antonino Murmura, nata in memoria del compianto senatore vibonese. Sono decisamente forti le motivazioni che hanno indotto l’associazione Antonino Murmura, nata in memoria del compianto senatore vibonese ed oggi portata avanti dalla moglie Maria Murmura Folino, a consegnare una targa al magistrato, "per il suo fondamentale contributo alla giustizia, il corretto e puntuale esercizio dell’azione penale, la capacità di dimostrare che “non può essere veramente onesto ciò che non è anche giusto".

Dal canto suo, il procuratore della Repubblica, con un passato significativo in seno alla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, uomo-chiave nella squadra di Nicola Gratteri per arrivare ai significativi risultati conseguiti su questo territorio, ha accolto di buon grado le parole della vedova e del direttore artistico del Festival, Gilberto Floriani. "Questo premio -ha voluto chiarire, però, Falvo -non è per me ma per chi collabora con me. E’ un riconoscimento importante all’impegno dei giovani magistrati e degli investigatori che operano al mio fianco".

Nella Sala “Ammirà” erano presenti, infatti, il comandante dei carabinieri Bruno Capece, il questore Raffaele Gargiulo ed il comandante provinciale della Guardia di Finanza Massimo Ghibaudo. Non ha esitato, subito dopo, Falvo, a ritornare sui gravi fatti accaduti: “Fatti che ci dimostrano -ha sottolineato -quanto la criminalità sia ancora presente e viva sebbene tante cose siano cambiate rispetto ad alcuni anni addietro”. Perché un dato è inequivocabile: “Dopo anni di sonnolenza siamo riusciti ad invertire la tendenza e questa è una provincia nella quale davvero abbiamo investito tanto".