Solidarietà, cooperativa "Fenice" e Comune Briatico insieme per aiutare chi ha bisogno
Ad un anno dall’inaugurazione della Cooperativa sociale “Fenice”, costola dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Vibo Valentia, sono stati compiuti vari passi in avanti nell’inclusione di persone con disabilità diverse dalla cecità e tutto ciò nonostante le forti limitazioni pandemiche. Dopo i momenti iniziali della pandemia, a maggio c'è stato un primo approccio e poi, da settembre 2020, l’avvio dei laboratori creativi per amici con ritardo psico motorio, nell’intento di valorizzare le propensioni e potenziare le capacità di ognuno, incrementando l’autostima.
Queste attività, avviate nei locali Uici, sono proseguite in quelli dalla parrocchia “Sacra Famiglia” dove si svolgono tuttora nell’assoluto rispetto delle norme anti Covid, attuando le necessarie strategie per limitare quanto più possibile il contatto fisico, sebbene tale obiettivo sia difficile da raggiungere con amici che hanno proprio “bisogno di sentire l’altro”. Nel mentre, Fenice ha avviato una serie di incontri sul territorio per estendere la propria azione ad altri disabili e loro famiglie e pianificare attività a favore di persone svantaggiate che vivono in altre realtà della provincia.
Ora, agli incontri avuti con i sindaci di Nicotera e Stefanaconi, si è aggiunto – nei giorni scorsi – quello con Lidio Vallone, sindaco di Briatico, il quale ha espresso il forte desiderio di avviare, in locali di proprietà comunale, interventi a favore non solo delle persone con disabilità ma anche di ragazzi e giovani che hanno assoluta necessità di momenti di crescita sociale e culturale, attraverso il sostegno di esperti che la Cooperativa Fenice annovera tra gli operatori.
Tale desiderio pare si tradurrà presto nella concessione in uso gratuito di locali idonei allo scopo, con il gruppo Fenice non vede l’ora di esprimere al meglio le proprie potenzialità, sperando che le problematiche pandemiche si allentino e si possa agire in maggiore tranquillità. “Il dato certo, però - affermano i coordinatori della cooperativa - è che perseverare nel bene dà sicuramente dei frutti, ancora più dolci quando occorre strapparli da alberi inariditi da mali atavici e da un Covid che continua a perseguitarci, offrendo anche qualche alibi in più a chi vuole camminare solo in pianura”.
