Dissesto Provincia Vibo: Commissione liquidazione chiede proroga al Viminale
La Commissione straordinaria di liquidazione, insediata dopo la dichiarazione dissesto finanziario, chiede al Ministero dell'Interno altri 6 mesi per determinare la massa passiva
di GIUSEPPE BAGLIVO
Partite debitorie segnalate "tardivamente dagli uffici interni della Provincia", debiti non estinti, "enormi difficoltà" per esaminare ogni singola partita debitoria. Queste le motivazioni per le quali la Commissione straordinaria di Liquidazione (Carla Fragomeni presidente, Gian Luca Bucciarelli e Floriana Gallucci componenti) ha approvato un'apposita delibera per richiedere al Ministero dell'Interno, Dipartimento per gli Affari interni - Direzione Centrale della Finanza Locale – un'ulteriore proroga di 180 giorni, a decorrere dall'11 marzo prossimo per la presentazione del “Piano di rilevazione della massa passiva”.

Uno strumento contabile, il Piano di rilevazione della massa passiva, che si rende necessario atteso lo stato di dissesto finanziario della Provincia e la necessità di stabilire – cosa che sinora non è stato possibile fare – quale sia l'esatta entità della massa passiva. Negli ultimi mesi, infatti, secondo quanto mette nero su bianco la Commissione straordinaria di liquidazione nella richiesta di proroga al Viminale, sono pervenute alla stessa Commissione ulteriori richieste tardive di insinuazione alla massa passiva, richieste che per l'Organo straordinario di liquidazione "non trovano riscontro negli atti e nella documentazione sino ad oggi a disposizione". Per tali richieste sono state avviate le relative pratiche istruttorie con gli uffici della Provincia, ma secondo la Commissione ad oggi "gli uffici riscontrano le pratiche con particolare lentezza".

In ogni caso, su circa 850 domande pervenute per l'inserimento nella massa passiva, 430 debitori sono già stati ammessi e 134 esclusi, ma a tali partite debitorie se ne aggiungono altre che sono state segnalate "tardivamente dagli uffici interni" e tali debiti al momento esclusi ammontano ad oltre 2 milioni e mezzo di euro (2.637.931,31 di euro per la precisione). Le singole pratiche dei debiti fuori bilancio, distinti per settori di provenienza, già evidenziati nella dichiarazione di dissesto, sono stati invece quantificati in 14 milioni di euro e le relative pratiche sono state in buona parte istruite. E' poi in corso la verifica, da parte dell'Organo straordinario di liquidazione, di tutti i residui attivi e passivi, dei fondi vincolati e dei beni immobili quale patrimonio alienabile "per i quali la Commissione ad oggi attende una situazione dettagliata". Manca quindi al momento l'attendibilità dei dati da inserire nella istituenda massa passiva e da qui una nuova richiesta di proroga.
