«L’intervento del consigliere regionale Antonio Lo Schiavo sulla questione sollevata dalle scriventi sigle politiche ed afferente la mancata assunzione della neuropsichiatra infantile presso il nosocomio di Vibo Valentia è a dir poco inconsistente e fuorviante e soprattutto denota una scarsa informazione dello stesso su una vicenda i cui meriti, lo si ripete, questi si è subito preoccupato di attribuirsi».

Noi Moderati, Azione, IdM, Italia Viva, UDC, Indipendenza e Vibo Identità puntano il dito contro Lo Schiavo. «Ed infatti, benché il citato consigliere inviti gli scriventi ad un approfondimento e ad una più attenta lettura degli atti, assumendo che dagli stessi risulterebbe che la neuropsichiatra infantile in questione sarebbe stata assunta dall’ASP di Vibo Valentia, di fatto è il caso di rispedire al mittente detto invito posto che tra un atto che indica gli esiti dei lavori della commissione nominata nell’ambito della procedura concorsuale finalizzata all’individuazione di un neuropsichiatra infantile ed un contratto di assunzione nonché un atto di effettiva presa di servizio vi è una differenza sostanziale che il citato consigliere certamente dovrebbe conoscere.

E, ad oggi,consultato il sito dell’ASP di Vibo Valentia – proseguono Noi Moderati, Azione, IdM, Italia Viva, UDC, Indipendenza e Vibo Identità  - non risulta alcun contratto di assunzione di una neuropsichiatra infantile presso l’ospedale di Vibo Valentia e, di fatto, neppure una presa di servizio vi è mai stata. E, peraltro, per quanto ci è dato sapere, diversamente da come dichiarato da Lo Schiavo, dette circostanze non si verificheranno neppure tra qualche settimana, ma forse a giugno, sicché il precedente intervento dalle scriventi sigle politiche sulla vicenda in oggetto e, più precisamente, sulla mancata assunzione e sulla relativa mancata presa di servizio della neuropsichiatra infantile alla data del 1° febbraio scorso, resta più che legittimo.

Lo stesso Lo Schiavo, d’altra parte, aveva affermato in un precedente comunicato stampa che dal primo di febbraio di quest’anno avrebbe preso servizio una neuropsichiatra infantile presso il reparto di pediatria del nosocomio di Vibo Valentia e, pertanto, egli avrebbe dovuto accertarsi dell’effettiva avvenuta assunzione e della relativa presa di servizio e, constatatane la mancanza, si sarebbe dovuto poi preoccupare di rettificare la precedente comunicazione. Questo per dovere di informazione e di correttezza nei confronti di quei piccoli pazienti e di quelle famiglie che abbisognano delle relative cure.

Tanto sottolineato, è poi il caso di spiegare al consigliere regionale Lo Schiavo che chi scrive, per il tramite della precedente nota, si è meramente preoccupato di avanzare una richiesta all’ASP di Vibo Valentia al fine di sollecitare l’avvio di un servizio, stigmatizzando, comunque, un mancato intervento da parte di chi sulla vicenda si era precedentemente fatto propaganda elettorale.

Accusare, quindi, oggi le scriventi sigle politiche di strumentalizzare un argomento così delicato è semplicemente inaccettabile posto che, sull’argomento, proprio lo stesso consigliere Lo Schiavo si è fatto una pubblicità politica autoreferenziale a dir poco pletorica! E, quindi, al predetto consigliere regionale si chiede: Da che pulpito viene la predica?».