Paravati ricorda Natuzza ad 8 anni dalla morte e pensa alla causa di beatificazione
Il vescovo di Mileto ai fedeli: "Costituirò una Commissione di Teologi per studiare i fenomeni "speciali" di Natuzza al fine di arrivare presto ad ottenere il via libera della Congregazione della Fede"
Ricorre oggi l’ottavo anniversario dalla morte di Natuzza Evolo. E come di consueto migliaia di pellegrini si sono riversati nella spianata di Paravati per ricordare la mistica che ha saputo far parlare di sé il mondo intero. Nel corso della celebrazione, il vescovo mons. Luigi Renzo, ne ha voluto ricordare la figura, esaltandone i valori e l’opera prestata da Natuzza, per la quale è in corso la causa di beatificazione. Ricordare "il pio transito di Natuzza al cielo – ha detto Mons. Luigi Renzo – non può che farci fibrillare tutti di gioia".
"Sotto il cielo di Paravati". Un momento quel trapasso della mistica a miglior vita, magistralmente descritto nella prefazione del libro di Vincenzo Varone, dal titolo “Sotto il cielo di Paravati” che così riporta: "E’ l’alba del primo novembre dell’anno 2009,giorno di tutti Santi. L’orologio sotto il cielo di Paravati segna esattamente le 5,15. Natuzza Evolo, circondata dall’affetto dei suoi cari e dei suoi padri spirituali don Pasquale Barone e padre Michele Cordiano,dopo un ultimo sguardo, si congeda dal mondo per intraprendere il suo viaggio verso la Casa del Padre, dove ci sono già ad attenderla la Vergine Maria, gli Angeli, San Pio da Pietralcina e San Francesco di Paola, compagni inseparabili dei suoi “colloqui” e della sua missione per dare conforto a tutti e,in particolare, ai sofferenti.
Già la sera prima si sapeva che mamma Natuzza a causa dell’aggravarsi delle condizioni di salute non avrebbe superato il nuovo giorno. Nelle stesse ore cederà a Milano anche il cuore generoso di Alda Merini, poetessa del dolore e degli esclusi.
A quell’ora Mileto è ancora assonnata. Le bandiere del Municipio, nel centro pulsante della città, sventolano il senso d’appartenenza dell’ex capitale normanna all’Italia e all’Europa,mentre poco distante nell’unico bar aperto si servono cornetti e caffè ai pochi viandanti della mattinata festiva. Nella stessa mattinata del primo novembre, dopo che le principali agenzie di stampa, le reti televisive di mezzo mondo e i giornali on line, avevano dato notizia della sua dipartita terrena, migliaia di persone erano già in fila per rendere omaggio alla loro “mamma spirituale”, a quella donna minuta e fragile che per oltre settanta anni aveva saputo dare loro conforto e speranza. Tra di loro politici, imprenditori di successo, uomini dello spettacolo, personaggi dello sport, vescovi, sacerdoti, giornalisti e i sindaci di molti centri della regione. Una scia di gente di ogni età e di ogni condizione sociale che per circa una settimana ha affollato ogni angolo di Paravati. Un popolo in preghiera, silenzioso e composto, che ha commosso il mondo intero".

L'omelia del vescovo. Quanto alle parole pronunciate quest'oggi dal vescovo, mons. Renzo si è soffermato sull'umiltà e sull'amore disinteressato di Natuzza per il prossimo. "La fede in Dio, ci ha insegnato Natuzza, si manifesta nell'umiltà e nell'amore disinteressato al prossimo. Quanti esempi potremmo citare della sua vita. La santità non è un premio, una pretesa per le opere compiute, ma è semplicemente un dono di Dio, che accogliamo liberamente in noi con tutta la nostra vita, le nostre forze, la nostra ferma volontà". La santità, pertanto, “è un atto di amore che parte dal cuore di Dio ed è la risposta che ognuno di noi dà al dono di Dio. La santità si vive in questo incontro costante di cuori: Dio e noi. Beato, santo, ci ha fatto ripetere il Salmo, è "il popolo di cui Dio è il Signore".
I richiami. Poi ha ammonito: “Il grande male della nostra società e forse delle nostre comunità cristiane è che non siamo santi; è pensare che la santità sia inarrivabile e riservata a pochi e ai dotti. Gesù ci insegna il contrario e Natuzza ne è la prova: lei analfabeta e per nulla istruita, ha però il cuore pieno di amore, che ne ha fatto la santa che sappiamo e che speriamo possa essere riconosciuta tale dalla Chiesa. Lei si è lasciata afferrare da Gesù e dalla Madonna, per cui la sua vita è stata un vero "canto alla bellezza di Dio", da lei stessa eseguito anche a conforto di tutti quanti noi”.
La promessa. “Anche a noi, devoti del Cuore Immacolato di Maria rifugio delle anime, dopo le ansie passate - ha concluso il vescovo - finalmente si sta aprendo uno spiraglio di luce. Il 23 agosto scorso ve lo avevo quasi promesso, ora posso confermarvelo: nei prossimi giorni costituirò una Commissione di Teologi per studiare i fenomeni "speciali" di Natuzza al fine di arrivare presto ad ottenere il via libera della Congregazione della Fede per poter aprire l'indagine diocesana sulle virtù eroiche della nostra mistica. Vi invito a pregare perchè tutto possa risolversi serenamente. E poi un'altra bella notizia per i Cenacoli di preghiera. Finora avevamo l'approvazione solo diocesana, presto dovremmo avere l'approvazione regionale della Conferenza Episcopale Calabra ed anche questo sarà un importante riconoscimento del grande ed immenso fenomeno ispirato e voluto da Natuzza e di cui voi stessi siete il meraviglioso frutto”.
