I giovani dicono no a una Vibo violenta in cui "bisogna avere paura anche di uscire la sera". Dove la violenza tocca tutte le età, anche "ragazzi di 13-14 anni", ed è "frutto di una cultura mafiosa". Gli avvenimenti degli ultimi mesi - ragazzi aggrediti, il tentato omicidio nella movida e non solo - hanno così creato la necessità di un momento di dialogo e confronto, in cui guardarsi e ribadire da che parte stare, che è stato realizzato questa mattina in piazza Martiri d'Ungheria sotto la guida dell'associazione antimafia Libera. Una manifestazione che non ha ignorato il dramma delle ultime ore e, nel corso della mattinata, ha osservato un minuto di silenzio per la guerra che sta colpendo l'Ucraina.

Le proposte in Prefettura


Una piazza molto partecipata alla quale sono seguite delle proposte concrete che sono state portate al tavolo della Prefettura. "C'era la necessità di dare la possibilità agli studenti di dire la loro e anche di portare avanti un dialogo con le istituzioni. Per questo porteremo delle proposte alla Prefettura: tra queste - spiega il coordinatore provinciale di Libera, Giuseppe Borrello - c'è anche quella di creare un coordinamento tra i dirigenti scolastici per fare in modo che le forme di devianza, che si manifestano in ambito scolastico, possano essere intercettate e si possa intervenire in maniera adeguata".

I disturbatori e la speranza


Nel corso della manifestazione si sono presentati dei disturbatori che, a un certo punto, hanno anche alzato un cartello di chiaro stampo sessista. "Qui per voi non c'è spazio" ha urlato Borrello, spiegando poi ai nostri microfoni che "questa è la realtà del nostro territorio, dove c'è ancora chi cresce con il mito di essere impunito. Ma per loro tra noi, con questi atteggiamenti, non c'è spazio". Al di là dei pochi "infiltrati", però, quando i giovani fanno sentire la loro voce è sempre un bel segnale di coscienza civica, che rilascia nell'aria ottimismo per il futuro: "La speranza ci deve essere - ha detto Maria Joel Conocchiella, esponente di Libera Vibo - perchè noi vogliamo scrivere una storia diversa. I ragazzi oggi hanno dato un importante esempio di partecipazione democratica". L'obiettivo, spiega, è "far si che i giovani non siano costretti ad andare via: bisogna creare le condizioni per permettergli di essere liberi di scegliere se andare o restare. E ciascuno deve fare la propria parte".

"Forme concrete di ribellione"


Presenti diversi esponenti politici, da destra a sinistra. Dal parlamentare del M5S Riccardo Tucci - "ragazzi vi prego di non smettere mai di essere impegnati sul territorio, qui state facendo politica senza bandiere" - al sindaco di Dasà Raffaele Scaturchio, che ha raccontato della sua recente aggressione. La manifestazione di questa mattina, infatti, si lega virtualmente a quella di pochi giorni fa a Dasà nata proprio per esprimere solidarietà al primo cittadino (ne abbiamo parlato QUI). "Hanno parlato di bene civile, di bene comune, di amore - ha commentato il sindaco Maria Limardo, intervenuta alla fine della manifestazione - e queste sono parole meravigliose. C'è veramente una grande voglia di riscatto di questa comunità e, sulla base di quello che è stato detto, possiamo dire che è già in atto. Queste sono delle forme concrete di ribellione e di isolamento di quella parte marcia della comunità anche giovanile".

Martino Ceravolo: "Pene più severe"


In mezzo agli studenti anche Martino Ceravolo, padre della giovane vittima di mafia Filippo: "Noi vittime di mafia ci appelliamo alla politica perchè intervenga, anche affinchè ci siano pene più severe. Non è possibile che il sindaco di Dasà venga picchiato e subito dopo gli aggressori vadano ai domiciliari. Quando lo dico penso anche a me: un domani non mi vorrei trovare gli assassini di Filippo prima arrestati e poi ai domiciliari, sarebbe una cosa troppo dolorosa".

https://zoom24.it/2022/01/25/vibo-citta-giovani-inchiesta-comunicazione/