Crisi al Comune di Catanzaro: Tallini vuole la "testa" di Abramo
Il dato è tratto. Mattinata di passione per il sindaco di Catanzaro Sergio Abramo e per la politica catanzarese finita nel bel mezzo di una bufera che potrebbe travolgere l'amministrazione comunale della città capoluogo di regione.
Con le dimissioni dei consiglieri e assessori di Forza Italia e di altri gruppi, che "rispondono" a Domenico Tallini, che si aggiungono a quelle già presentate da Nicola Fiorita, Gianmichele Bosco, Fabio Celia e Roberto Guerriero, la continuazione della consiliatura appare quantomai problematica. Facendo due conti: sono 14 i consiglieri che hanno lasciato il loro seggio. Altri tre e l'esperienza di Sergio Abramo, che, intuendo da che parte stesse soffiando il vento, si è avvicinato alla Lega, a Palazzo de Nobili potrà dirsi conclusa. In teoria, infatti, fino a quando ci sarà il numero legale si procederà semplicemente alle surroghe dei consiglieri dimissionari, sempre se i primi dei non eletti delle varie liste accetteranno di entrare in un'assemblea delegittimata da un'inchiesta giudiziaria balzata agli onori della cronaca nazionale. D'altronde, non capita tutti i giorni che 29 consiglieri su 32 siano messi sotto inchiesta per l'affaire dei gettoni di presenza nelle commissioni consiliari indebitamente rimborsati e per reati ancor più gravi, come quello di truffa.
Resta, in ogni caso, il dato politico di una compagine che si sta inesorabilmente sfaldando e all'interno della quale si è consumato lo strappo, ritenuto dai più insanabile, tra Abramo e Tallini, con il secondo che rimprovera al primo di non aver difeso a sufficienza il Consiglio a seguito dello scandalo dei "gettoni di presenza" nelle commissioni. Anche se le origini di una "partita a scacchi" giocata alle spalle dei catanzaresi parte da più lontano: dalla discussione sulle elezioni regionali con Tallini che aveva sposato la candidatura, poi abortita, del sindaco di Cosenza Mario Occhiuto, e Sergio Abramo che aspirava ad essere il leader della coalizione in quota Lega. Anzi, a dirla tutta pare che Salvini potrebbe proporlo come vice della Santelli in caso di vittoria, domenica prossima, del centrodestra. Ebbene sì, i problemi di Catanzaro vengono messi in secondo piano. Qui sul piatto c'è qualcosa di più concreto: poltrone e potere.

