Aggredì cliente con spray: commessa accusata di odio razziale
Violenza privata e lesioni personali, con l’aggravante di aver commesso il fatto “con finalità di discriminazione e/o di odio etnico ovvero razziale”: queste le accusa che riguardano una donna 43enne residente nell’agro di Trepuzzi, commessa di una cartoleria del centro di Lecce, per la quale il sostituto procuratore Alessandro Prontera ha richiesto il rinvio a giudizio e il giudice Simona Panzera ha fissato l’udienza preliminare al prossimo 23 novembre, giorno nel quale si deciderà se avviare un processo. Nella vicenda parte lesa è una donna di nazionalità colombiana, 28enne, che abita a Leverano. È quanto riportato dal quotidiano Lecceprima.it, che ha ripercorso i passi della vicenda.
La storia in questione risale alla fine di marzo del 2021 e fece a suo tempo un certo rumore, anche e soprattutto per via di un video girato dalla giovane colombiana. Per conto della donna originaria del Paese sudamericano, l’avvocata Lucia Longo, forte anche di quelle immagini, presentò la denuncia in Procura al seguito della quale fu aperta un’indagine. La commessa, invece, è difesa dall’avvocato Giuseppe Tempesta.
Secondo quanto contestato dalla pubblica accusa, la commessa della copisteria-cartoleria avrebbe iniziato un’animata discussione con la cliente, rifiutando di servirla nel trasferimento di denaro alla famiglia residente in Colombia. Una situazione non usuale, davanti alla quale la spiegazione sarebbe stata di questo tenore: “Io non sono tua sorella, prendi le tue cose e vai a fare l’operazione al tabacchino qui vicino che fa lo stesso servizio. Io non te lo faccio, se vuoi rimani qui fino a stasera, ma io non te lo faccio”.
Davanti alla richiesta di un chiarimento sul perché di questo comportamento, all’improvviso la commessa avrebbe afferrato uno spray disinfettante per i vetri, spruzzandolo fino a colpire gli occhi della 29enne, dicendo: “Okay, almeno ti allontani, che con le malattie che porti qua...”, e aggiungendo che lei non lavorava con prostitute. A quel punto, la colombiana uscì dall’esercizio, per poi avviarsi successivamente anche una visita oculistica, con tanto di referto: sette giorni di prognosi per il contatto oculare con sostanza chimica”. E ora, la 43enne rischia di finire sotto processo.
