Arrestato latitante a capo di una rete internazionale di immigrazione clandestina
L’iracheno è stato localizzato grazie alla collaborazione tra la Questura di Crotone, il Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia e le autorità emiratine. All’aeroporto di Fiumicino, le forze dell’ordine lo hanno subito posto in stato di fermo notificandogli un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Catanzaro.
Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile di Crotone e dal Servizio Centrale Operativo con il supporto della Capitaneria di Porto, hanno ricostruito un’organizzazione articolata in cellule operative dislocate tra Italia, Grecia e Turchia. Ogni cellula svolgeva compiti specifici per favorire il viaggio dei migranti verso le coste italiane, con particolare riferimento al territorio calabrese e siciliano.
Il ruolo dell’iracheno era centrale: coordinava la cellula turca, gestiva i flussi finanziari provenienti dai pagamenti effettuati dai migranti, soprattutto attraverso sistemi di trasferimento denaro come Money Transfer e Hawala, e supervisionava la logistica delle traversate. Il viaggio illegale iniziava in Turchia, proseguiva via terra attraverso la Grecia e terminava con la traversata via mare verso l’Italia, organizzata da skipper nelle acque del Mediterraneo.
Molti migranti hanno riconosciuto l’uomo come figura di spicco e punto di riferimento nelle agenzie che gestivano i viaggi clandestini. L’operazione “Karonte” ha permesso di svelare l’intera struttura dell’organizzazione e di incastrare i suoi vertici.
Attualmente, presso il tribunale di Catanzaro è in corso il processo che vede imputate altre 28 persone, tutte straniere provenienti da Iraq, Tunisia e Marocco, accusate di far parte delle diverse cellule operative sparse sul territorio di Italia, Grecia e Turchia. La vicenda conferma l’importanza della cooperazione internazionale nella lotta ai traffici illeciti che coinvolgono l’area del Mediterraneo.
