La procura di Catanzaro ha chiuso le indagini sul finto ginecologo che abusava sessualmente delle sue pazienti. Il medico, C.G., in servizio come cardiologo nell’ospedale di Soverato, si approfittava delle donne che si recavano in visita nel suo studio privato, inducendole a compiere o a subire atti sessuali, per poi filmare tutto.

Le vittime. Nell’arco di tre anni, dal 2018 al 2021, l’uomo si sarebbe reso responsabile di abusi sessuali ai danni di circa sessanta giovani donne, fino a quando la denuncia di una delle vittime non ha fatto esplodere il caso, con l’avvio di un’indagine da parte dei carabinieri della Compagnia di Soverato che nel febbraio scorso hanno notificato al medico un’ordinanza di misura cautelare in carcere.

Il racconto. La ragazza che ha smascherato il presunto, al momento, violentatore si era recata con la madre nell’ospedale di Soverato per ritirare dei referti medici del nonno ed aveva accettato di sottoporsi in prima persona ad accertamenti sanitari dopo che l’indagato le avrebbe presentato i rischi di familiarità della patologia diagnosticata al nonno. Accertamenti per i quali il medico le aveva fissato un appuntamento nel suo studio privato. E da questo momento iniziava l'incubo. All'inizio sembrava una normale visita ginecologica. La paziente, infatti, veniva invitata a stendersi sul lettino e veniva sottoposta ad elettrocardiogramma, ma con modalità inusuali: con la scusa dell'esame, infatti, il professionista le avrebbe toccato il seno. Ma era solo l'inizio. A visita conclusa, infatti, il camice bianco le avrebbe diagnosticato un’infezione alle parti intime. Dopo circa un mese dall’inizio della terapia prescritta a causa dell’insorgenza di una serie di effetti collaterali, la ragazza aveva deciso autonomamente di interromperla, comunicando la sua decisione al dottore, il quale le fissava un'altra visita nel suo studio privato e tramite un fazzoletto poggiato con forza sulle parti intime le diagnosticava, con il solo sguardo del fazzolettino, un'infezione vaginale. Quella che, ad una persona attenta, poteva sembrare soltanto incompetenza, ad un certo punto si trasformava  in qualcosa di più: alla ragazza venivano chieste informazioni sulla sua sfera sessuale privata, sui metodi di eccitazione utilizzati dal suo fidanzato. Il finto ginecologo, quindi, le avrebbe afferrato la mano e l'avrebbe portata in direzione dei suoi pantaloni all’altezza delle sue parti basse.

"Modus operandi". Circostanza pare confermata dai video sequestrati al medico e criptati nel telefonino e in un hard disk esterno. Immagini inequivocabili che testimonierebbero il "modus operandi" del 51enne e gli espliciti atti sessuali: le giovani pazienti venivano invitate a spogliarsi completamente, a praticare auto stimolazione erotica, per poi essere  visitate con uno strumento fallico. E ogni scusa era buona per palpare il seno. Il tutto ripreso da una telecamera nascosta puntata sul lettino.