Scontro sulla cultura calabrese: Tridico e Staropoli Calafati a confronto su Alvaro e Strati
La valorizzazione dei grandi scrittori calabresi diventa terreno di scontro politico e culturale. Pasquale Tridico, già presidente dell’INPS e oggi candidato del campo largo ha accusato il governatore Roberto Occhiuto di aver “scoperto” Corrado Alvaro solo dopo una sua recente visita a San Luca. Tridico ha ricordato anche Saverio Strati, “uno degli scrittori più importanti del Novecento calabrese”, lamentando che non sia ancora inserito nei programmi scolastici nazionali. Durissima la replica della scrittrice e candidata con Occhiuto (nella lista "Forza Azzurri") Giusy Staropoli Calafati, che rivendica un impegno pluriennale a favore della letteratura calabrese.
Questo il testo della replica.
Professore Tridico,
leggo con stupore le sue parole. Lei rivendica che dopo la sua visita a San Luca Roberto Occhiuto avrebbe "scoperto" Corrado Alvaro, quasi fosse un effetto della sua passerella. Eppure i fatti dicono altro.
La pagina storica scritta oggi in Calabria, che vede Corrado Alvaro inserito nelle linee guida del ministero per lo studio a scuola del '900, nasce da un mio lavoro cominciato parecchi anni addietro, trasformato in progetto con un manifesto inviato al ministero dell'Istruzione già nel 2021 e sostenuto lungo un percorso testimoniato da personalità come Luigi M. Lombardi Satriani e Walter Pedullà. A questo impegno il presidente Roberto Occhiuto ha dato la forza istituzionale necessaria, ottenendo il risultato che oggi celebriamo.
Lei cita Saverio Strati. Peccato che entrando nella sua casa natale a Sant'Agata del Bianco non abbia notato la poesia che gli ho dedicato e donato al Comune, proprio alla presenza di Lombardi Satriani, quando celebravamo i 90 anni dello scrittore. Ricordo anche che la Regione Calabria, con Occhiuto, ha stanziato 500 mila euro per il centenario di Strati, un impegno senza precedenti. Io stessa mi sono battuta per riportare Strati al centro del dibattito quando era stato dimenticato da tutti, compreso chi da Bruxelles, forse, era troppo lontano per ascoltarne l'eco.
Così scriveva di me, nel 2016, nella prefazione al mio libro Saverio Strati. Due racconti, il sindaco di Sant'Agata, Domenico Stranieri:
«C'è una scrittrice che non abita a Sant'Agata del Bianco, eppure ogni giorno con i suoi occhi e la sua mente arriva nella piazzetta di Tibi e Tàscia, o nel promontorio di Còla, trasportata da un bisogno viscerale. Difatti, il suo "faccia a faccia" con lo scrittore santagatese Saverio Strati non può che portarla, inevitabilmente, tra le fontane, le case di pietra e gli angoli più nascosti del nostro paese. Questo perché Giusy Staropoli Calafati è un'attenta studiosa di Strati, ne conosce la radice dolorosa, il talento, il respiro delle pagine».
Quanto ad Alvaro, professore, avremmo voluto sentire la sua voce quando fu sciolta la Fondazione o quando venne commissariato il Comune. Allora, silenzio. Oggi, invece, pare di assistere a un carnevaletto pirandelliano. Eppure tutto ciò che affermo è documentato.
Le ricordo inoltre l'impegno della vicepresidente Giusi Princi su una mia proposta presentata in Regione: con l'amministrazione Occhiuto è stato firmato un protocollo con l'Ufficio Scolastico Regionale (Delibera di Giunta n. 260 del 10/04/2024) per lo studio degli scrittori calabresi nelle scuole della nostra regione. Un progetto unico, che punta a sapere e conoscenza, volto a valorizzare il patrimonio letterario calabrese come parte integrante della nostra identità.
Professore, nessuno può smentire ciò che affermo. Atti, fatti e documenti scrivono una verità che nessuno le ha riportato fino a qui. Avremmo potuto accettare un "si poteva fare di più", ma non che dopo anni di battaglie e sacrifici si dica che Occhiuto si ricorda dei nostri grandi solo se glieli ricordate voi. La verità è che dietro a questo risultato c'è tanto lavoro prima di lei, ed è giusto che lo sappia.
San Luca ha un suo pudore e una sua dignità, professore. Le consiglio di lasciar perdere ogni strumentalizzazione. Mi auguro, invece, che entrando a San Luca abbia avuto modo di leggere il cartello di benvenuto:
"Se la Calabria ha un cuore, questo batte a San Luca. Qui nacque Corrado Alvaro."
Sono parole mie, dedicate anni fa al paese di Alvaro. Stupito? Non dovrebbe. Perché quella terra e quella gente sono dentro di me. Come ricordava Saverio Strati, i calabresi sono "come il cuore nel petto dell'uomo".
Un popolo, per capirsi meglio, deve conoscere i suoi artisti, diceva ancora Strati. Altrimenti rimane indietro. E io non vorrei che lei fosse rimasto un tantino indietro.
Rispondo e parlo io, per conto di Roberto Occhiuto, ma anche a nome mio, perché ciò su cui lei oggi si esprime sarcasticamente per attaccare il mio presidente nasce da mie proposte dirette e mie battaglie culturali.
