Tra un rinvio e l'altro, giudici in via di trasferimento ed organico sottodimensionato, l'emergenza è ormai ordinaria. Ecco tutti i processi che rischiano di arenarsi

I tempi biblici della giustizia e le prescrizioni che continuano ad incombere sui processi. Un imbuto nel quale finiscono diverse inchieste. Il procuratore distrettuale antimafia Nicola Gratteri ha già lanciato l'allarme sul caso Vibo. L'ultimo l'altro ieri quando ha chiesto l'intervento del Csm (LEGGI QUI).  Un imbuto nel quale sta per terminare anche il processo nato dall'operazione "Resort" nata nel 2012 e che vede imputate 24 persone. L'accusa nei confronti degli imputati è di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, malversazioni ai danni dell'Unione europea, falso ideologico e dichiarazione fraudolenta mediante l'emissione di fatture per operazioni inesistenti. 

La prescrizione incombe. L'udienza tenutasi ieri e rinviata dal Tribunale Collegiale al prossimo 3 aprile ha visto il pubblico ministero evidenziare che per molti imputati a quella data i reati saranno prescritti, mentre per gli altri la prescrizione è dietro l'angolo. Per ventisei persone il non luogo a procedere era arrivato già nell'ottobre di due anni addietro. E così dopo il processo sull'alluvione e quello denominato alluvione bis, dopo il procedimento sulla Fornace Tranquilla di San Calogero. 

Pochi magistrati e il dramma dei tirocinanti. Intanto, per un migliore funzionamento del Tribunale di Vibo Valentia, la deputata M5s Dalila Nesci ha scritto al presidente in carica, Nicola Alberto Filardo, inserendo in copia il vicepresidente del Csm, il ministro della Giustizia, la Corte d'Appello di Catanzaro, il prefetto vibonese e il governatore della Regione Calabria. Due gli argomenti affrontati dalla parlamentare 5Stelle: la carenza di magistrati presso lo stesso Tribunale e l'odissea dei 29 tirocinanti della Giustizia assegnati dalla Regione Calabria a seguito di un bando pubblico ma non ancora entrati in servizio. Al presidente Filardo Nesci si e' rivolta "affinche' l'organico, per quanto concerne i magistrati necessari al Tribunale di Vibo Valentia, sia al piu' presto al completo e affinche' i tirocinanti in parola, malgrado i lavori correnti che interessano alcune sedi del predetto Tribunale, possano riprendere a breve i rispettivi compiti di utilita' pubblica, senza ulteriori rinvii che peserebbero oltremodo sulle loro condizioni economiche". Nella lettera la parlamentare 5stelle, ha ricordato che "e' essenziale, soprattutto per l'area vibonese, segnata da una pervasivita' dell'organizzazione criminale e da un risaputo radicamento di poteri similari, che gli Uffici giudiziari abbiano la giusta dotazione di organico".