Tropea, sosta a pagamento sotto accusa: cresce il malcontento in città
Il nuovo regolamento comunale divide residenti e operatori economici. Appello alla Commissione straordinaria: sospendere tutto e avviare un confronto
A Tropea la nuova disciplina della sosta a pagamento sta rapidamente trasformandosi da misura organizzativa a questione sociale. Il regolamento, approvato dalla Commissione straordinaria lo scorso febbraio, ha infatti innescato un diffuso malcontento tra cittadini, lavoratori e attività commerciali, evidenziando criticità che vanno ben oltre gli aspetti tecnici.
Se da un lato il Codice della Strada riconosce ai Comuni ampi poteri nella gestione della viabilità urbana, dall’altro impone che tali strumenti siano adottati nel rispetto di criteri di equilibrio, proporzionalità e trasparenza. Ed è proprio su questi punti che si concentrano le principali perplessità.
Uno degli elementi più contestati riguarda la struttura del regolamento, che rinvia a successivi atti amministrativi la definizione di aspetti fondamentali come tariffe, orari e perimetrazione delle aree interessate. Una scelta che, secondo diverse osservazioni, rischia di ampliare eccessivamente la discrezionalità amministrativa, riducendo la chiarezza delle regole per i cittadini.
Al centro del dibattito anche il tema dell’equilibrio tra parcheggi a pagamento e aree gratuite. La normativa nazionale prevede infatti che, accanto agli stalli a pagamento, siano garantiti spazi liberi adeguati e facilmente accessibili. La mancanza di una individuazione precisa di tali aree alimenta il timore di una compressione del diritto alla sosta, soprattutto in una realtà come Tropea, già caratterizzata da una forte pressione turistica e da una limitata disponibilità di spazi.
Non mancano poi dubbi sulle modalità applicative e sul sistema sanzionatorio, ritenuti da alcuni poco chiari e potenzialmente forieri di contenziosi. Ulteriori criticità emergono anche sul piano sociale: il nuovo assetto rischia infatti di incidere in maniera significativa sugli equilibri quotidiani, penalizzando in particolare residenti e lavoratori.
A sollevare formalmente la questione è stato Antonio Piserà, ex consigliere comunale e candidato a sindaco, che in una lettera aperta ha chiesto alla Commissione straordinaria un atto di responsabilità istituzionale. La richiesta è quella di sospendere l’efficacia del regolamento per avviare una fase di ascolto e confronto con il territorio.
Il nodo, secondo Piserà, è anche di natura istituzionale: un provvedimento con un impatto così rilevante sulla comunità richiederebbe una piena mediazione politica, difficilmente realizzabile da un organo straordinario, il cui compito principale resta quello di garantire legalità e continuità amministrativa.
Il rischio, in assenza di correttivi, è quello di alimentare tensioni sociali e incrinare ulteriormente il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni. Da qui l’invito a fermarsi prima che la questione degeneri, trasformando uno strumento pensato per migliorare la vivibilità urbana in un fattore di divisione.
Tropea, oggi più che mai, si trova davanti a una scelta delicata: trovare un punto di equilibrio tra esigenze organizzative e tutela della comunità, evitando che la gestione della sosta diventi terreno di scontro anziché occasione di condivisione.
