La Procura di Vibo Valentia ha chiuso le indagini preliminari sul concorso all'Azienda sanitaria provinciale che portò al conferimento di un incarico dirigenziale al medico Vincenzo Damiani. Concorso in abuso d'ufficio per procurare un ingiusto vantaggio patrimoniale. Questo il reato per il quale il pm della Procura di Vibo Valentia, Benedetta Callea, procede nei confronti dei vertici dell'Asp e di altri tre componenti di una commissione esaminatrice.




I nomi. Gli indagati sono il direttore generale dell'Azienda sanitaria, Angela Caligiuri, 63 anni, di Savelli (Crotone); il direttore sanitario sempre dell'Asp, Michelangelo Miceli, 64 anni, di Vibo Valentia; il direttore amministrativo Elga Rizzo, 47 anni, di Catanzaro; Salvatore Barillaro, 57 anni, originario di Marina di Gioiosa Ionica ma residente a Gallico; Sergio D'Ippolito, 66 anni, di Crotone; Davide Matalone, 43 anni, di Mileto, gli ultimi tre componenti della commissione esaminatrice.

L'accusa. Secondo quanto è emerso dall'inchiesta gli indagati avrebbero procurato un ingiusto vantaggio patrimoniale a Vincenzo Damiani, individuandolo quale vincitore della selezione ed assumendolo nell'incarico attraverso un'apposita delibera dell'Asp datata 23 novembre 2017. E questo malgrado si trattasse di soggetto incandidabile perché sottoposto a procedimento penale e fosse medico convenzionato da meno di dieci anni.