Un'importante operazione anti-bracconaggio condotta dal Nucleo Carabinieri Parco di Oppido Mamertina, sotto il coordinamento del Reparto CC P.N. Aspromonte, ha portato all'individuazione e alla denuncia di un individuo colto in flagrante attività illegale contro la fauna selvatica.

Il bersaglio dell'azione criminosa era il Ghiro (Glis glis), un piccolo mammifero notturno rigorosamente protetto dalle normative nazionali e comunitarie (inclusa la Convenzione di Berna). La cattura, la detenzione e l'uccisione di questa specie di alto valore ecologico costituiscono un grave reato.

🕵️‍♂️ Dalla Trappola all'Identificazione con Fototrappola

L'attività è scaturita da un attento pattugliamento nell'area boschiva "Izzi", nel comune di Santa Cristina d’Aspromonte, all'interno del Parco Nazionale d'Aspromonte. Questa località, ricca di lecci, è l'habitat ideale per i ghiri. I militari hanno notato la presenza di due trappole a scatto rudimentali nascoste in canne di legno, chiaramente posizionate per la cattura illegale.

A quel punto, i Carabinieri Forestali hanno istituito un servizio di osservazione discreto, utilizzando una fototrappola installata ad hoc. Dopo diversi giorni di monitoraggio, i filmati hanno immortalato un uomo che, giunto in auto, ispezionava le trappole, le prelevava e le caricava sul mezzo.

Grazie alle immagini e ai successivi accertamenti, l'uomo è stato rapidamente identificato e convocato. Posto di fronte alle prove, il presunto responsabile ha ammesso di aver piazzato e gestito le trappole.

L'operazione si è conclusa con il sequestro delle due trappole in legno e, tragicamente, di una carcassa di ghiro vittima del sistema di cattura.

L'individuo è stato deferito all’Autorità Giudiziaria per una serie di reati gravissimi: uccisione di animali (art. 544-bis c.p.), furto aggravato di fauna selvatica (art. 624 c.p.) e violazioni della Legge 157/1992 sulla tutela della fauna omeoterma e venatoria.