La scoperta è stata fatta dai carabinieri forestali in un'area del'entroterra ricadente nel comune di Dasà

Tagliavano piante in un lotto boschivo demaniale, situato in località monte Famà del comune di Dasà nel Vibonese. Ad eseguire le operazioni, però, non erano gli operai della ditta che si era aggiudicata i lavori, ma di una terza azienda senza alcun titolo. Ma i carabinieri forestali di Serra San Bruno, coadiuvati dal Gruppo di Vibo Valentia, recatisi sul posto, prima hanno constatato per loro stessa ammissione la ditta da cui dipendevano i lavoratori, poi hanno accertato che diverse piante erano state tagliate abusivamente.   Peraltro, il taglio delle ceppaie era stato effettuato al di sotto del livello del terreno e le stesse erano state occultate accuratamente con terriccio e fogliame. Il materiale legnoso ricavato era stato già trafugato.

Appurato tutto ciò, considerato altresì che il subappalto non era contemplato negli atti di aggiudicazione del lotto boschivo in questione, i lavori di utilizzazione venivano immediatamente sospesi e si procedeva ad effettuare il sequestro di tutto il lotto, circa 22 ettari di superficie boscata. Il proprietario della impresa boschiva appaltante e gli operai dipendenti da altra ditta che stavano eseguendo i lavori venivano subito segnalati alla competente Autorità giudiziaria.

Dovranno rispondere per il taglio abusivo ed il furto delle piante, nonché per violazione al vincolo paesaggistico-ambientale. Al vaglio degli inquirenti anche la posizione del tecnico progettista e del direttore dei lavori.