Sfiorata la tragedia all'interno della casa circondariale di Vibo Valentia, dove un detenuto ha tentato di togliersi la vita. L'episodio, avvenuto in una struttura che conta una popolazione di circa 450 reclusi, ha riportato prepotentemente al centro del dibattito il tema della sicurezza sanitaria nelle carceri calabresi.

Al momento del drammatico gesto, all'interno del penitenziario non era presente alcun presidio medico di turno. Una carenza che avrebbe potuto trasformare il tentativo di suicidio in un decesso certo, se non fosse stato per il tempestivo intervento del personale di Polizia Penitenziaria. Gli agenti, accortisi immediatamente di quanto stava accadendo, hanno prestato i primi soccorsi, mantenendo in vita l'uomo in attesa dell'arrivo dei sanitari esterni.

Dall'esterno è stata infatti fatta convergere d'urgenza la Guardia Medica di Sant’Onofrio, che ha praticato le manovre salvavita necessarie per stabilizzare il paziente.

Le condizioni del detenuto sono apparse fin da subito estremamente delicate. Dopo un primo passaggio al pronto soccorso dell’ospedale “Jazzolino” di Vibo Valentia, i medici hanno disposto il trasferimento immediato verso il Policlinico universitario di Germaneto.

Attualmente l'uomo si trova ricoverato nel reparto di rianimazione, dove lotta tra la vita e la morte sotto stretto monitoraggio. La prognosi resta riservata, mentre i sindacati di polizia tornano a denunciare le condizioni di lavoro e la mancanza di personale medico costante all'interno delle mura del carcere, fattori che espongono agenti e detenuti a rischi altissimi.