Vibo, chiusura hotel 501. L'affondo di Italiantrade: "F94 è indagata"
Muro contro muro tra i legali delle due società che da mesi si contendono la prestigiosa struttura alberghiera
La vicenda del 501 Hotel rischia di trasformarsi in un caso giudiziario dai tempi imprevedibili. Tra indagini che prendono corpo e società coinvolte che riportano la propria versione di quanto accaduto, dal momento in cui la nota struttura alberghiera ha cominciato a vivere il suo momento di difficoltà. Ieri è stato il giorno della Italian Trade che certo non le ha mandate a dire alla "rivale" F94. E lo ha fatto rivelando non solo le "ragioni della chiusura", ma anche come quest'ultima (la F94) sia indagata "per i reati i turbativa d'asta, tentata truffa ed altro dinanzi alla Procura del Tribunale di Vibo Valentia. Insomma, i toni si fanno aspri.
L'incipit. "Atteso che sulle vicende che riguardano l'hotel 501 - si precisa - molto è stato detto e scritto, la società Italiantrade , pur senza cadere nel gioco delle polemiche mediatiche che tanto gradite pare siano ad altri ed anticipando che questa sarà l'ultima nota per informare la collettività, ritiene doveroso offrire al pubblico alcune precisazioni. Ma prima di farlo avverte anzitutto il bisogno di ringraziare coloro che in questi 3 anni di gestione sono stati graditissimi ospiti dell'Hotel 501. Tutte le persone, tutti i club service (Rotary, Lyons, Kivanis, Fidapa ecc), tutti i politici, le istituzioni e le organizzazioni sindacali. A tutti costoro va il più vivo ringraziamento della società per avere scelto il 501 quale location per la celebrazione dei loro eventi più importanti. A tutti costoro - è stato sottolineato - va il più vivo ringraziamento della società per avere scelto il 501 quale location per la celebrazione dei loro eventi più importanti. Proprio grazie a tale credito fiduciario la società era riuscita a risollevare le sorti di questa storica struttura che si trovava inabissata nei fondali di un fallimento ( l'intera comunità vibonese può attestarlo, assieme a tutti i dipendenti della struttura.). Quindi un grazie di cuore con richiesta di sincere scuse ove il servizio reso non dovesse essere stato all'altezza delle aspettative".
Le puntualizzazioni. "La Italiantrade - prosegue la nota - ritiene necessario preliminarmente segnalare la sua incessante attività giudiziaria nel tentativo di farsi dare qualche mese di tempo dal giudice di Vibo Valentia, dott.ssa Di leo per effettuare il saldo. Come si ricorderà, avrebbe dovuto versare il saldo prezzo entro il mese di aprile ma per ritardi bancari non ha potuto farlo ed è decaduta dalla aggiudicazione. A tal fine ha presentato numerose richieste al giudice Di leo: una istanza di proroga, una di dilazione, una di rimessione in termini, una di sospensione dalla decadenza dalla aggiudicazione nonché ben 4 reclami dinanzi al tribunale civile di Vibo. Ebbene, come è agevole constatare leggendo gli atti in cancelleria, la unica preoccupazione manifestata costantemente dalla società è stata quella allertare la magistratura su due soli grandi problematiche: garantire la conservazione dei posti di lavoro e la regolare esecuzione di un contratto di pubblica utilità, quale è quello relativo alla presenza dei militari sul territorio vibonese; mai ha fatto cenno alla perdita economica della cauzione versata, pari a 267mila euro che certo non sono bruscolini".
Istanza di fallimento. "Ma ciò che va ben chiarito è la ragione della proposta istanza di fallimento della società Italiantrade, che non nasce come potrebbe segnalare l'immaginario collettivo , dal mancato pagamento di fornitori, o da perdite di bilancio o simili, ma soltanto dal fatto che è stata revocata una compensazione precedentemente effettuata tra la società e la curatela. In altri termini, il contratto di concessione tra quest'ultima e la Italiantrade stipulato nel luglio del 2014, prevedeva che ove la stessa società che si era aggiudicata la gestione ( la italiantrade ) si fosse aggiudicata anche la futura asta per l'acquisto della struttura, la metà dei canoni di concessione pagata ( pari a circa 250.000 euro ) sarebbe stata decurtata dal prezzo da pagare per l'acquisto".
Il provvedimento. "Poiché - prosegue Italiantrade - nel dicembre 2016 era intervenuta l'aggiudicazione in favore della scrivente, è stata concordemente operata d'intesa con la curatela una compensazione , nel senso cioè, che anzichè restituire dopo alla società aggiudicataria tale somma di 250 mila euro ,la si decurtava prima dal saldo dovuto. Essendo nel frattempo , però, stato emesso ad aprile 2017 il provvedimento del giudice che ha dichiarato la decadenza dall'aggiudicazione e l'incameramento della cauzione per mancato versamento del saldo prezzo entro i termini, i curatori hanno notificato la revoca di quella compensazione pretendendo il rientro della somma entro 10 giorni. Questa è la ragione del debito per il quale la curatela ha proposto istanza di fallimento, la cui udienza - a beneficio di taluni organi di informazione apparsi molto interessati - sarà celebrata nel prossimo novembre.
La precisazione. "Affermare che la società Italiantrade - scrivono i legali - era morosa da due anni e che per tutto questo tempo gli è stato consentito di occupare l'immobile contrariamente a quanto avviene per un privato cittadino, significa scontrarsi frontalmente con i contenuti del contratto di gestione sottoscritto dalla società, in virtù del quale sino al 30 aprile 2017 la stessa aveva il legale possesso dell'Hotel 501 e da tale data sino a settembre 2017 pagava un canone di occupazione nell'attesa che il giudice vibonese determinasse la sorte della struttura. Lamentarsi accoratamente, poi, del fatto che non gli è stato dato il possesso della struttura e dirsi pronto a pagare l'affitto ed attribuire ad altri la responsabilità della situazione creatasi, significa soltanto omettere di rapportare tale stravagante ed illusoria prospettiva con i contenuti del provvedimento del giudice Di Leo datato 20.6 2017 che egli certo ben conosce( anche se i mass media distrattamente non lo hanno mai riportato) perchè notificato alla sua assistita F94, nel quale c'è scritto: " Rilevato che a seguito di accertamenti compiuti dalla curatela è emerso che la fideiussione offerta dalla F94 nella gara per la gestione non è stata in realtà rilasciata dalla banca MPS filiale di Reggio Calabria e ritenuto che la garanzia dalla stessa prestata a corredo dell'istanza è risultata , in realtà, inesistente non autorizza l'affitto del ramo di azienda alla F94. "Ovviamente - conclude la nota - la Italiantrade ha sporto immediatamente querela e la società F94 è indagata per i reati i turbativa d'asta, tentata truffa ed altro dinanzi alla Procura del Tribunale di Vibo Valentia".
