LA RIFLESSIONE | Il "civismo" di Callipo una proposta innovativa
di MAURIZIO BONANNO
Che abbia fiuto politico, lo ha dimostrato nella sua già significativa carriera politica, carica di successi amministrativi e consensi personali, malgrado la sua giovane età. Gianluca Callipo ha sguardo lungo e cammino politico sempre un passo avanti: non segue la scia politica che coglie il cambio degli scenari, la anticipa. Lo ha fatto, quando si è attestato come un renziano della primissima ora, con azioni amministrative che già avevano anticipato la chiave di lettura politica che si attestava con Renzi quale “altra sinistra”; lo ha fatto, quando ha provato a scardinare il vecchio apparato da politburo che ha poi portato l’esperto Oliverio alla guida della Regione; lo conferma oggi imboccando la strada del “civismo”, quale alternativa all’imperante, quanto pericoloso, populismo, indicando così una strada nuova in grado, se compresa e ben articolata, a svolgere quella funzione di sbarramento contro populismi e sovranismi, che i partiti tradizionali, quelli delle vecchie geografie politiche di centrodestra e centrosinistra, non hanno ancora capito come arginare, continuando a dimenarsi inutilmente, perché non compresi dalla gente, lungo percorsi scontati e superati.
Comprensibile il rammarico di chi, trovandosi alla guida (a livello regionale, come a livello provinciale) di un partito in disarmo, deve archiviare una defaillance di simile portata; comprensibile la rabbia di chi, volendo ricostruire un partito in macerie secondo vecchi canoni ormai superati, si ritrova abbandonato da chi poteva rappresentare la faccia nuova e pulita da mostrare fieramente; comprensibile lo smarrimento di quanti, compagni di avventura politica ed amministrativa, devono ancora capire il senso di una scelta coraggiosa e fatta in assoluta trasparenza, senza preaccordi o patti, con una metodologia così limpida che ci si era dimenticati ormai di come si potesse fare.
Eppure, se si prova a ragionare con distacco il percorso politico-amministrativo di Gianluca Callipo, ci si accorge che si tratta di una decisione ovvia e coerente con il suo agire, da assessore provinciale prima e da sindaco poi.
L’azione dell’amministratore Callipo è sempre stata improntata ad una sinistra moderata, di cultura liberale, aperta al confronto, con una significativa riduzione del peso statale ed un coinvolgimento diretto del privato capace di prevalere sul pubblico anche nella gestione dei beni, basti pensare al progetto realizzato con la cooperativa Kairos, un vero modello di riferimento che sta proiettando in alto alcuni dei beni più preziosi di Pizzo con consensi di frequentazione turistico-culturale un tempo impensabili e favorendo nel contempo l’occupazione giovanile valorizzando le capacità imprenditoriali (si pensi all’altro recentissimo esperimento, sempre nella Pizzo da lui amministrata, della “experience house”).
Insomma, il “civismo” che sta tenendo a battesimo Gianluca Callipo rappresenta una proposta innovativa che deve chiamare alla riflessione gli analisti politici, lasciando ai “vecchi tromboni” i soliti e stantii refrain che vanno recuperando le sperimentate definizioni di trasformismo, tradimento, mancanza di coerenza e simili. Callipo ha mostrato coraggio e trasparenza, lungimiranza e capacità di rottura con gli schemi tradizionali di un fare politica ormai superato dagli eventi. Sta indicando una strada nuova, che, recuperando la cultura moderata cara alla maggioranza degli italiani, potrà indicare un punto di riferimento in grado di porre realmente un argine agli estremismi, di destra e di sinistra.
Sta qui la scelta di un politico giovane che sa stare un passo avanti: per anticipare il futuro, piuttosto che inseguire un cambiamento qualunque.
