L’arte riparte dallo zerbino. È questa l’intuizione-illuminazione di Lulù Nuti, la giovane artista che ha interrogato l’oracolo di Motta Filocastro, dopo aver consultato i lari familiari di questo borgo che si lascia contemplare tra le colline dai cui balconi la visione si apre sullo Stretto.
Anche lo zerbino ha una sua poetica per Lulù Nuti: nella sua estrema umiltà e povertà designa la fenomenologia della sacralità della casa che accoglie, che ospita, come nella tradizione della xenia greca. Lo ha spiegato la stessa artista come in questo frangente storico sia necessario ricodificare le categorie estetiche dell’arte, per ritornare ad una dimensione di memoria sociale e collettiva capace di captare memorie e storie, sentimenti e segreti racconti: “Esiste una porta invisibile che cigola non appena uno sconosciuto varca la soglia. Un suono dalle frequenze inudibili per lo straniero, avverte i mottesi dell’arrivo dell’ospite. Non mi sorprenderebbe se, nel punto dove l’asfalto si tramuta in pietra, mi chiedessero di togliermi le scarpe”. Lulù Nuti (nasce a Parigi e frequenta l’Accademia parigina della belle arti) è cresciuta e tuttora vive a Roma, ha incontrato Motta Filocastro – fraz. di Limbadi (Vibo Valentia) e i suoi abitanti grazie alla quinta edizione di “Una Boccata d’Arte”(l’evento è coordinato da ALTROVE - Ehab Halabi Abo Kher e Vincenzo Costantino). L’artista, dopo aver corrisposto con il luogo e i suoi abitanti, ha ideato l’installazione di una serie di opere in bronzo provenienti dai calchi di alcuni zerbini donati dagli abitanti del borgo. Vista dall’alto, l’installazione appare come un luminoso anello di protezione che si riflette nello spazio della comunità come una dimensione intima diffusa. “La trasformazione di un oggetto morbido e familiare come un tappeto in un’opera in metallo – spiega la Nuti- celebra l’ambiguità dell’ambiente domestico, a metà tra la casa accogliente e la fortezza impenetrabile.”

L’inaugurazione si svolgerà domenica 23 giugno alle ore 17.00 e la V edizione di “una Boccata d’arte” si protrae fino al 29 settembre 2024. Si tratta di un progetto diffuso d’arte contemporanea promosso dalla Fondazione Elpis (in collaborazione con l'associazione culturale "Il Tocco): 20 borghi e paesi di tutta Italia, uno per ogni regione, che ospitano 20 interventi realizzati da 20 artiste e artisti italiani e internazionali a seguito di un periodo di residenza a contatto con il territorio e le comunità locali. Per l’occasione sono stati invitati solo artisti under 35 che, per la diversità della loro pratica e della loro ricerca, offrono un ampio sguardo sul panorama contemporaneo. In Calabria, “Una Boccata d’Arte” ha coinvolto, i borghi di Soverato Vecchia (2020), Civita (2021), San Donato di Ninea (2022) e Santa Severina (2023). In questa regione, sono rimaste permanenti le opere: To the rocks that hold roofs and to the plants that grow through stones (2022), di Anna Zvygintseva a San Donato di Ninea, e d'io, bio (2023), di Mohsen Baghernejad Moghanjooghi a Santa Severina. Tutte le opere permanenti di Una Boccata d’Arte sono raccolte nella nuova sezione dedicata del sito www.unaboccatadarte.it, una mappa interattiva completa di approfondimenti. Una Boccata d’Arte è un progetto ideato nel 2020 da Marina Nissim, Presidente di Fondazione Elpis, con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio storico e paesaggistico di piccoli centri, attraverso la condivisione di pratiche e linguaggi dell’arte contemporanea. Diffuso in tutt’Italia, il progetto coinvolge ogni anno 20 borghi con meno di 5mila abitanti, situati in aree diverse per riscoprire l’intero territorio regionale. In virtù della loro dimensione raccolta, questi luoghi diventano il contesto ideale per la sperimentazione artistica e la creazione di nuovi immaginari. A partire dal 2020, anno in cui il progetto è nato con l'idea di sostenere i giovani artisti, “in linea con la nostra missione” dichiara Marina Nissim: “Per l’anniversario speciale dei cinque anni abbiamo scelto di coinvolgere solo artisti under 35, che stanno dimostrando grande entusiasmo e partecipazione, sia nella realizzazione degli interventi, sia nella relazione con il territorio e con le comunità locali. È sorprendente – spiega ancora la presidente della Fondazione Elpis - la grande rete di relazioni umane e professionali che nel tempo si è venuta a creare attorno al progetto Una Boccata d’Arte, grazie al prezioso contributo di artisti, curatori, sindaci, amministrazioni locali e cittadini. Le tante opere – sottolinea sempre la Nissim - che sono state accolte in modo permanente dai borghi sono il frutto di questa riuscita sinergia. Anche quest’anno Una Boccata d’Arte lascerà il segno con la sua capacità di coinvolgere abitanti e pubblico e creare connessioni intorno ai 20 progetti.”

Attraverso 20 interventi che includono mostre diffuse, installazioni, performance, laboratori e libri d’artista, l’evento attiva per tutta l’estate uno speciale itinerario culturale che si snoda lungo la penisola: un invito al viaggio e alla scoperta di luoghi inaspettati, lontani dai circuiti tradizionali dell’arte contemporanea. Il progetto è realizzato in collaborazione con Maurizio Rigillo, Cofondatore di “Galleria Continua”, e con Threes che ogni anno cura tre interventi incentrati sulla sperimentazione sonora, quest’anno in Abruzzo, Lazio e Molise. “Alla quinta edizione, sono già cinque i borghi per ogni regione italiana che abbiamo coinvolto con “Una Boccata d’Arte”, innescando un processo virtuoso di impollinazione del territorio attraverso l’arte contemporanea” racconta Maurizio Rigillo. “Grazie alla professionalità e generosità degli artisti, italiani e non, questi paesi hanno dato prova di grande capacità di accoglienza e risposta alle proposte artistiche, dimostrandosi luoghi vivi e fertili. In questa edizione in particolare, si è voluto coinvolgere solo giovani artisti che si sono rivelati sempre più disponibili a spendere un lungo tempo nei borghi per l’ideazione e realizzazione del proprio progetto, conoscendo la realtà cittadina ed entrando sempre più in profondità nel territorio. È infatti emersa con insistenza, edizione dopo edizione, l’esigenza degli artisti di vivere lunghe esperienze e relazioni più accurate. Queste residenze sono poi convogliate in opere e progetti fortemente legati al borgo ospitante, come dimostra la già nutrita sezione del sito dedicata alle opere permanenti. La quinta edizione continuerà in questa direzione, segnata fin dall’inizio dalla missione di Fondazione Elpis, ampliando ulteriormente la rete di piccoli centri italiani uniti dall’arte contemporanea”. In particolare, Threes ha selezionato tre giovani talenti emergenti la cui pratica artistica esplora medium e modalità espressive differenti, con un forte focus sulla sperimentazione sonora”, spiega il team curatoriale Threes. “Elena Rivoltini è un’attrice, performer vocale e compositrice che esplora le potenzialità drammaturgiche della voce, attingendo dalla musica sacra al canto gregoriano, dalla techno alla spoken poetry. Agostino Quaranta, artista visivo e produttore, originario della Puglia e residente a Londra da anni, mette in relazione sperimentazioni musicali con antichi patrimoni ritmici, sonori e linguistici. Beatriz de Rijke è un’artista panteista audiovisiva e cantautrice olandese-inglese la cui pratica fonde elementi della musica pop con una visione "totale" dell'arte e della vita” 3 Il 2024 segna il raggiungimento di un importante traguardo: 100 progetti realizzati, 100 artisti e 100 borghi coinvolti nel corso di cinque edizioni insieme a partner tecnici, associazioni locali e persone che a vario titolo hanno reso possibile la realizzazione degli interventi. In questo modo, Una Boccata d’Arte alimenta una rete diffusa di relazioni e partecipazioni che diventa ogni anno sempre più ampia. Grazie alle acquisizioni delle amministrazioni e alle donazioni degli artisti, ad oggi oltre un terzo dei borghi coinvolti hanno scelto di accogliere in modo permanente le opere realizzate nell’ambito delle quattro edizioni trascorse.