'Ndrangheta, scarcerato imputato vibonese (NOME)
L’ordine di arresto è stato dunque ritenuto privo di una quantificazione certa e attuale della pena
Si riapre inaspettatamente la posizione processuale di Filippo Orecchio, imputato nel maxi-processo alla ’ndrangheta vibonese “Rinascita Scott”. Con un provvedimento d’urgenza, la Corte d’appello di Catanzaro ha disposto l’immediata liberazione dell’uomo, annullando l’ordine di carcerazione che ne aveva determinato il trasferimento nel carcere di Sulmona.
La decisione arriva a seguito dell’incidente di esecuzione depositato dai legali di Orecchio, gli avvocati Mario Antinucci del Foro di Roma e Giuseppe Orecchio del Foro di Vibo Valentia. Al centro dell’istanza, un vizio procedurale ritenuto insanabile: la precedente pronuncia della Corte di Cassazione aveva infatti annullato con rinvio l’aggravante del metodo mafioso legata al controllo economico del territorio.
Secondo i giudici di secondo grado, in assenza di una sentenza definitiva che ridetermini la pena al netto dell’aggravante caduta, non sussistono i presupposti giuridici per dare esecuzione alla carcerazione. L’ordine di arresto è stato dunque ritenuto privo di una quantificazione certa e attuale della pena.
Soddisfazione è stata espressa dal collegio difensivo. «L’orientamento garantista della Corte d’appello di Catanzaro – ha dichiarato l’avvocato Antinucci – conferma che anche nei procedimenti di maggiore allarme sociale il rispetto delle regole del giusto processo resta un principio imprescindibile».
