"Il mio primo pensiero e' riabbracciare mio padre". Così ha detto l'ex sindaco di Riace, Domenico Lucano, commentando con l'Agi la decisione del tribunale di Locri di revocare il divieto di dimora disposto a suo carico nell'ambito di un'inchiesta "Xenia" su presunte irregolarita' nella gestione dei progetti di integrazione e accoglienza dei migranti. "Due giorni fa - ha detto ancora Lucano - mio papa' e' ritornato da Catanzaro e ha chiesto di me. E' il mio pensiero, il mio primo pensiero, e' di andare da lui, perche' ha resistito, ha resistito. E' ritornato dall'ospedale Catanzaro ed e' bello che posso ritornare anche io a Riace".
Lucano ha riferito la sua intenzione di "tornare subito a Riace appena mi sara' notificato il provvedimento del Tribunale di Locri, perche' voglio tornare al mio paese da persona completamente libera. Da una parte - ha spiegato Lucano - prevale la gioia dentro di avere ritrovato la liberta', dall'altra pero' c'e' un'amarezza perche' ho dovuto subire questo peso prima del processo. Io voglio affrontare il processo da persona libera, senza questo peso nell'anima. Io ho cercato sempre e solo di fare il sindaco con l'obiettivo di riscattare il mio paese e la Calabria, dando speranza a tantissime persone, che si sono fermate a Riace per me, e questo mi dà grande orgoglio. Mi spiace - ha poi sostenuto Lucano - che io e queste persone abbiamo vissuto quest'ultimo anno con profonda tristezza, per il prevalere di atteggiamenti di cattiveria e disumanita' ingiusti. E mi piace pensare che anche la revoca della misura nei miei confronti si inerisce nella nuova direzione che sui temi dell'immigrazione e dell'accoglienza si puo' aprire con il nuovo governo".

L'ex sindaco di Riace ha poi aggiunto: "Non provo alcun rancore, e oggi e' una bella giornata. Ho capito che non bisogna mai perdere la speranza, e guardare anche alla sofferenza degli altri, che forse e' piu' importante della nostra, ricordando - ha affermato l'ex sindaco di Riace - che ci sono anche persone che subiscono ingiustizie anche piu' grandi di quelle che possiamo subire noi". Infine, con riferimento al processo al Tribunale di Locri scaturito dall'inchiesta "Xenia" che lo vede imputato con altre 26 persone, Lucano ha detto: "Sono fiducioso, lo affronto a testa alta e con dignita', non ho nulla da nascondere".