L'avvocato vibonese e quei timori per l'azione della magistratura
L'avvocato Francesco Sabatino, finito stamane in carcene nel corso dell'operazione "Maestrale-Carthago", avrebbe avuto stretti rapporti con esponenti di spicco del mondo criminale vibonese. Ma a parlare di lui sono stati anche i collaboratori di giustizia, come Bartolomeo Arena che ha raccontato ai magistrati numerosi retroscena sulle dinamiche criminali.
Bartolomeo Arena ha raccontato che l'avvocato Sabatino "era sempre molto cauto a causa delle sue preoccupazioni riguardo all'azione della magistratura". In particolare "aveva relazioni sia professionali che personali con figure di spicco nella 'ndrangheta, con i Mancuso, e aveva legami stretti anche con Giuseppe Accorinti".
"Non posso confermare se condivideva informazioni riservate, ma se lo faceva, lo faceva in stretta collaborazione con i Mancuso, mentre io e il mio gruppo non eravamo a conoscenza di tali attività", ha detto il collaboratore Arena. Ma c'è un altro pentito che ha parlato del noto professionista vibonese: Emanuele Mancuso, uno dei rampolli della consorteria di Limbadi che ha deciso di saltare il fosso.
In occasione delle intercettazioni emerse nell’inchiesta "Robin Hood", oggetto di discussione in un incontro tenutosi proprio a casa di Mancuso, l’avvocato “sudava e diceva: qua succede il macello adesso, con questo non si scherza". "Questo" sarebbe Nicola Gratteri, procuratore della Dda di Catanzaro. "Aveva timore che potesse coinvolgere anche lui quella Ordinanza di custodia cautelare o comunque le successive indagini", ha detto il collaboratore di giustizia.
