Marino: "Scuse mai pervenute da chi ci ha aggrediti. C'è differenza tra il termine rissa e quello di aggressione"
Un calcio che si discosta totalmente dai valori che tutti noi conosciamo. Lasciano ancora conseguenze gli episodi violenti di Rosarno di domenica scorsa, nel match di Prima Categoria tra Virtus Rosarno appunto e Real Pizzo, sospeso al quarto d'ora del secondo tempo per un'improvvisa e violenta "battaglia" in mezzo al campo culminata con tre giocatori della squadra napitina in ospedale. Puntuale, inoltre, la sentenza del Giudice Sportivo che ha inflitto lo 0-3 a tavolino ad entrambe le squadre, 600 euro di ammenda ai reggini, 300 alla Real Pizzo più un lista di squalificati anche se, il metodo di giudizio, non è andato giù alla dirigenza vibonese.
A tal proposito lo stesso presidente Holmo Marino è uscito con alcune dichiarazioni ufficiali: "Tra la descrizione dei fatti, con elencazione dettagliata delle “aggressioni” perpetrate dai numerosi calciatori del Rosarno nonché da alcuni dei loro “tifosi”, ai danni dei nostri ragazzi e le pene comminate dal Giudice Sportivo, esiste un’evidente, quanto inspiegabile, sproporzione. Si inizia col parlare di rissa salvo poi, seguendo l’elenco dei pestaggi, arrivare a capire che si è trattato di un’aggressione di molti a danno di pochi. Bisognerebbe meglio documentarsi, alla presenza delle nostre maestre delle elementari, sul significato di rissa rispetto ad aggressione. E’ necessario farlo perché da ciò scaturisce il tutto, non ultima l’equiparazione tra aggressori ed aggrediti. Ne consegue l’incongruità delle pene comminate all’una e all’altra squadra. Vorremmo poter ricominciare a parlare di calcio giocato e forse basterebbe poco, cominciando dalle scuse, “mai pervenute”, da parte dei responsabili, verso chi ha subito. Tutto ciò induce ad una seria riflessione, anche su come e se proseguire in questo campionato segnato indelebilmente da questo squallido evento. Rimaniamo vicini ai nostri ragazzi barbaramente e selvaggiamente picchiati, Joaquin, Benny e Andrea e al nostro mister Pino Alessandro che con paterno affetto, sta vivendo in particolar modo, insieme a tutti noi, questa sconcertante e deplorevole situazione. Non è questa la realtà che vogliamo, non è questa la Calabria sportiva che vogliamo".
