Crisalide, Paladino si dimette. Ruberto chiede di essere interrogato dalla Dda
Il consigliere e vicepresidente del Consiglio comunale di Lamezia destinatario di un avviso di garanzia insieme all'ex leader di Calabria Etica si dice estraneo alle accuse
Il consigliere comunale e vicepresidente del consiglio, Giuseppe Paladino, convolto nel blitz antimafia Crialide in una nota ha comunicato di aver depositato al Comune di Lamezia Terme “irrevocabili, dimissioni dalla carica di consigliere comunale, evidenziando che “l’indagine che mi coinvolge non mi consentirebbe una proficua attività consiliare. Ho rassegnato le mie dimissioni innanzitutto per il rispetto che devo e che porto alla istituzione che ho rappresentato sin ad oggi, orgoglioso ed onorato di aver ricoperto detta carica per quasi due anni e non da ultimo per potermi difendere nella maniera migliore possibile. Dimostrerò la mia assoluta estraneità a tutti gli addebiti che mi vengono mossi e l’assoluta correttezza ed onestà del mio operato. Confido nell’operato della magistratura, certo che verrà chiarita e dimostrata la mia più totale estraneità a quanto mi viene contestato”.
La difesa di Ruberto. Mentre sarà formalizzata domani, da parte dei legali di Pasqualino Ruberto, la richiesta di interrogatorio alla Procura della Repubblica di Catanzaro. A renderlo noto, i legali dell’ex consigliere comunale, gli avvocati Giuseppe Spinelli e Mario Murone che hanno dichiarato: “Il dottor Ruberto intende immediatamente interloquire con gli inquirenti, e così spiegare direttamente le ragioni per le quali nessun profilo di responsabilità o colpa può essere a lui ascritto in relazione ai fatti che gli sono stati contestati nell’avviso di garanzia. Il dottor Pasqualino Ruberto chiarirà ogni aspetto della vicenda, confidando che la notoria professionalità e scrupolosità della autorità giudiziaria saprà prontamente valutare la portata delle sue dichiarazioni e determinarsi per una celere definizione favorevole del caso. L’incontro del dottor Ruberto con i magistrati si rende oltremodo necessario, - specificano - dal momento che l’avviso di garanzia fa leva in via esclusiva su un supporto intercettivo che non lo vede mai protagonista, ma solo come soggetto meramente evocato da terzi, con affermazioni destituite di fondamento, fatto questo che purtroppo, forse inevitabilmente ha dato la stura ad interpretazioni degli eventi che finiscono per tratteggiarne la figura umana, politica e professionale in modo assolutamente fallace e per questo da lui francamente non accettabile”.
