Da Serra a Ricadi i conti non tornano...ma Censore e Mirabello non sono "morti"
Le amministrative che potrebbero cambiare per sempre la storia del Vibonese? Con le valutazioni di comodo, quelle che piacciono alle segreterie di partito, specie di quei partiti che sognano eternamente ribaltoni, dove una casta è pronta a subentrare all'altra, con tesseramenti dopati e gruppi di potere alla stregua dei precedenti, conviene aspettare. Ma intanto c'è un dato inequivocabile che emerge dalla tornata delle amministrative che si è appena conclusa nel Vibonese: alcuni equilibri sono stati scardinati. A dispetto di ogni previsione.
D'altronde, chi avrebbe potuto mai immaginare a Serra San Bruno una sconfitta così chiara di Brunello Censore e Luigi Tassone che poco meno di 8 mesi fa, alle elezioni regionali, hanno demolito la concorrenza all'interno ed all'esterno del Partito democratico? Ma le Comunali, insegnava un vecchio saggio, sono sempre un'altra storia. E così Antonio Procopio è stato sonoramente battuto da Alfredo Barillari, figlio di un progetto civico, non privo di contenuti politici. A proposito, meglio non commentare la duplice uscita della Lega che dopo aver liberato Serra si ritira in buon ordine e prende le distanze dal neo-primo cittadino. Ma questo è un inciso perchè il Carroccio da queste parti è tutt'altro che determinante, almeno per ora.
Più interessante capire come un uomo della caratura politica di Brunello Censore si sia fatto intrappolare da lotte intestine e guerre fratricide. L'ex deputato nel recente passato gestiva a menadito le situazioni più delicato, ma evidentemente qualcosa non ha più funzionato da quando è tornato alla professione. Ciò non significa - è bene chiarirlo - che egli abbia perso la leadership sul Pd provinciale, sebbene oggi sia in discussione più che in passato.
Perde Censore a Serra San Bruno e perde anche per via di un'alleanza ossimorica con Nazzareno Salerno. Il nemico politico ( e non solo) di sempre. Il popolo serrese non è riuscito a pensare insieme, a braccetto, sullo stesso palco, l'ex parlamentare e l'ex assessore regionale, da tempo in disgrazia per varie vicissitudini. E ha punito entrambi.
A proposito di batoste. Perde anche il buon Michele Mirabello, ex delfino ormai lontano anni luce da Censore, nella sua Ricadi. Al fotofinish, per sette voti, per sfiga, ciascuno la metta sul piano che preferisce. Ma perde... E in politica come nello sport conta il risultato. Ergo, anche in questo caso c'è qualcosa che stride perchè sul piano provinciale le elezioni regionali avevano detto altro. I consensi ottenuti dall'ex presidente della Commissione sanità di Palazzo Campanella erano stati tutt'altro che da buttare. Mirabello si era ridato un tono dimostrando di poter sopravvivere oltre Censore...
E la domanda sorge lubranianamente spontanea: cosa accadrà nel Pd? Al momento nulla, almeno sul piano provinciale e forse neppure su quello prettamente cittadino...Certo, le batoste di Censore e Mirabello rappresentano una spinta forte per gli outsider che in città stanno tentando da più parti la scalata al partito. Ma non è affatto detto che l'operazione riesca anche e sopratutto per ragioni di "sustanza" in termini di voti! (a.f.)
