'Ndrangheta nel Vibonese: la Dda chiude il cerchio sul clan, sono 46 indagati (NOMI)
Notificato l'avviso di conclusione indagini per la cosca: dal carcere i boss dettavano ordini con cellulari clandestini. Coinvolte intere famiglie e prestanome
La Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro ha completato gli accertamenti sull’inchiesta denominata “Call me”, che ha svelato il capillare controllo del territorio esercitato dal clan La Rosa di Tropea. Rispetto ai dieci arresti eseguiti nell'aprile dello scorso anno, il numero dei soggetti finiti nel mirino degli inquirenti è salito a 46. Le accuse spaziano dall’associazione mafiosa all’estorsione aggravata, fino al trasferimento fraudolento di valori e all’accesso illecito a dispositivi di comunicazione in carcere.
Il "centralino" dei boss dietro le sbarre
Al cuore dell'inchiesta vi è la capacità dei vertici del clan di mantenere il comando anche durante la detenzione. Antonio La Rosa, indicato come il capo storico, avrebbe gestito la cosca dal carcere di Avellino utilizzando ben sei cellulari e schede SIM intestate a cittadini extracomunitari. Oltre mille i contatti censiti dagli inquirenti, che hanno documentato come il boss impartisse ordini alla moglie, alla figlia e al genero per monitorare le estorsioni — tra cui una richiesta di 50mila euro a un imprenditore — e gestire gli affari interni.
L'elenco completo degli indagati
L'avviso di conclusione delle indagini riguarda i seguenti soggetti:
- Addolorata Carmela (88 anni, Tropea)
- Bruzzese Michele (43 anni, Vibo)
- Bruzzese Natascia (44 anni, Vibo)
- Bruzzese Pamela (42 anni, Vibo)
- Centro Piergiorgio (58 anni, Tropea)
- Fabiano Damiano (35 anni, Chiaravalle)
- Fargnoli Alessandro Romeo (Piedimonte Matese)
- Fargnoli Carmine (36 anni, Piedimonte Matese)
- Fargnoli Dina (48 anni, Teano)
- Fargnoli Faustino (48 anni, Teano)
- Fargnoli Marco (53 anni, Moncalieri)
- Fargnoli Maria Noemi (24 anni, Piedimonte Matese)
- Fargnoli Robert (52 anni, detenuto)
- Fargnoli Robert Junior (28 anni, Piedimonte Matese)
- Fargnoli Toni (45 anni, Teano)
- Gagliardi Angelo (29 anni, Soverato)
- Galati Armando (54 anni, Mileto)
- Galati Francesca (28 anni, Soverato)
- Galati Gabriele (30 anni, Vibo)
- Galati Rosa (58 anni, Mileto)
- Galati Vanessa (33 anni, Vibo)
- Lombardi Loredana (37 anni, Piedimonte Matese)
- La Torre Carmela (42 anni)
- La Rosa Antonio (62 anni, Tropea)
- La Rosa Francesco (53 anni, fratello di Antonio)
- La Rosa Alessandro (32 anni, Tropea)
- La Rosa Cassandra (57 anni, Tropea)
- La Rosa Domenico (39 anni, figlio di Antonio)
- La Rosa Domenico (88 anni, Tropea)
- La Rosa Francesco (54 anni, Tropea)
- La Rosa Cristina (33 anni, figlia di Antonio)
- Molina Loredana (56 anni)
- Maiuri Giuseppe (31 anni)
- Mazzara Paola (52 anni, Tropea)
- Minichini Giuseppina (46 anni, Vibo)
- Petrolo Paolo (33 anni, Vibo)
- Pistillo Stefania (42 anni)
- Certo Tomasina (60 anni, moglie di Antonio La Rosa)
- Prostamo Antonio (37 anni, Vibo)
- Costa Giuseppina (47 anni, compagna di Francesco La Rosa)
- Surace Davide (39 anni, genero di Antonio La Rosa)
- Taccone Francesco (38 anni)
- Federici Armando Michele (Vibo)
- Federici Luigi (26 anni, Vibo)
- Federici Francesco (60 anni)
- Bisogni Erminia (56 anni)
- Vetromilo Ilenia (39 anni, Lamezia)
Il ruolo delle donne nel clan
L’inchiesta evidenzia il ruolo cruciale delle figure femminili, non più solo spettatrici ma parte integrante della struttura criminale. Secondo la Dda, le donne del clan gestivano le finanze, riscuotevano i proventi delle estorsioni e assicuravano i collegamenti con i detenuti, occupandosi materialmente delle ricariche telefoniche e del veicolamento dei messaggi operativi necessari a mantenere attiva la rete mafiosa sul territorio vibonese.
