'Ndrangheta a Vibo, Pasqua a Massara con la pistola addosso: "A te e Talarico vi distruggo"
Si trova agli arresti domiciliari con l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, Cesare Pasqua, già dirigente del Dipartimento Prevenzione dell'Asp di Vibo. Deve rispondere di minacce con l'aggravante del metodo mafioso all'indirizzo di un altro dirigente, Francesco Massara e dell'ex direttore generale Francesco Talarico (estraneo all'indagine). Ebbene, nelle 246 pagine dell'avviso di conclusione delle indagini preliminari, inerenti le inchieste Maestrale, Olimpo ed Imperium, l'accusa riporta come Cesa Pasqua abbia proferito, nel 2014, alla presenza del dirigente medico Massara parole tutt'altro che equivocabili, riportate stamane dalla Gazzetta del Sud: “Parlerò con i miei amici potenti di Vibo e qualche sera di queste ti faccio sparire per sempre a te e a Talarico”.
Episodio al quale è correlato quello del luglio 2020, quando Cesare Pasqua -stando a quanto riferiscono gli inquirenti - avrebbe fatto vedere a Massara la pistola revolver (legalmente detenuta) nascosta sotto la giacca: “A te e a Talarico vi distruggo”, dopo la pubblicazione di un articolo su un giornale online relativo a “Rinascita Scott” e, in particolare, ad alcuni elementi investigativi raccolti proprio da Talarico e Massara riguardanti il presunto intervento di Luigi Mancuso su Cesare Pasqua per far dissequestrare una tonnellata di insaccati posti sotto sequestro dai carabinieri del Nas di Catanzaro in un'attività commerciale di Vibo.
Il Riesame, nei giorni scorsi, ha rigettato l'istanza alla liberazione di Cesare Pasqua. L’ex manager dell’Asp ha ora venti giorni di tempo dalla notifica del provvedimento per chiarire la sua posizione, presentare memorie difensive o chiedere ai pm antimafia titolari dell’inchiesta di essere eventualmente interrogato.
