Non è solo un indirizzo, è una dichiarazione d'intenti. Riaprire le porte di Palazzo Grazioli, storico "tempio" del berlusconismo, per parlare di futuro significa voler riannodare il filo della narrazione liberale lì dove tutto è nato. L'occasione è il convegno “In libertà”, organizzato da Andrea Ruggieri, deputato azzurro e padrone di casa, che ha voluto al suo fianco Roberto Occhiuto. «Non lo abbiamo scelto per una corrente – ha precisato Ruggieri – ma perché interpreta concretamente i valori di Berlusconi: decisione e gentilezza».

​Il presidente della Regione Calabria ha varcato la soglia di via del Plebiscito con un obiettivo chiaro: produrre pensiero, non divisioni. «Le correnti sono cose polverose che appartengono al passato e al Pd», ha sferzato Occhiuto dal palco, rivendicando la sua natura di "governatore senza altre ambizioni personali" se non quella di rafforzare Forza Italia.
​Il suo intervento ha toccato corde inedite per il centrodestra, come l'apertura sui diritti civili e sulla libertà della persona, temi necessari per intercettare i giovani che non si riconoscono nel conservatorismo puro. «Vogliamo dare una scossa liberale per rafforzare l’intera coalizione», ha ribadito, definendo l'incontro l'inizio di un percorso programmatico.

​Il dibattito non è rimasto confinato alla politica pura, ma ha coinvolto i vertici del management internazionale e nazionale per discutere di innovazione e competitività. Tra i relatori si sono alternati Tony West (vice presidente di Uber), Pietro Labriola (delegato Confindustria), Francesca Cerruti (CEO di Ab Medica), Paolo Barletta (AD di Arsenale Spa), Renato Mazzoncini (AD del Gruppo A2A), Eddie Wilson (AD di Ryanair) e Barbara Beltrame (vice presidente gruppo Afv Beltrame).
​Il confronto è stato animato dalle voci di Nicola Porro, Roberto Arditti e dell’ex parlamentare Stefano Esposito, insieme a Massimiliano Giansanti, presidente di Copa, offrendo una visione a 360 gradi sulle sfide economiche del Paese.

​In una sala gremita che testimonia il peso politico dell'evento, la prima fila era un segnale di unità. Presenti il responsabile dei dipartimenti Alessandro Cattaneo e la sottosegretaria Matilde Siracusano, che ha spento sul nascere ogni voce di scissione interna. Accanto a loro, nomi storici e volti nuovi del partito: Rita Dalla Chiesa, il coordinatore calabrese Francesco Cannizzaro, Licia Ronzulli, Claudio Lotito e Francesco Paolo Sisto.
​Poco più indietro, hanno seguito i lavori il parlamentare vibonese Giuseppe Mangialavori, seduto accanto a Mario Occhiuto. Presenti anche l'assessore regionale calabrese Gianluca Gallo, il deputato siciliano Nicola D’Agostino, Matilde Bruzzone (nuora di Paolo Berlusconi) e gli ex parlamentari Luca D’Alessandro, Carlo Giacometto e Massimo Mallegni. A vigilare sui conti e sull'organizzazione, il tesoriere di FI, l’avvocato Fabio Roscioli.
​Nota di colore politico la partecipazione di Manlio Messina, parlamentare del Gruppo Misto (ex FdI), attirato dal tema della libertà: «Sono qui per ascoltare degli amici come Ruggieri, non entro negli equilibri interni di Forza Italia».
​La chiusura di Alessandro Cattaneo sintetizza il clima della giornata: «Qui si costruisce e basta, attorno ai nostri valori storici». Palazzo Grazioli torna così a essere centrale: non più come residenza, ma come laboratorio per una nuova "rivoluzione liberale".