Mileto e il Giro d'Italia. Gino Bartali e il gioco dell'oca
Il Giro d’Italia a Mileto, tra presente e passato, tra ricordi e aneddoti inediti. Il Giro a Mileto e il ricordo di Gino Bartali… ed uno strano “Gioco dell’Oca”.
La partenza da Mileto della quinta tappa del Giro d’Italia ha rappresentato senza dubbio un momento importante per l’immagine di un territorio che sugli schermi nazionali ha potuto mostrare finalmente il meglio di sé.
Certo, la partenza di una tappa del Giro d’Italia da Mileto è innanzitutto la vittoria di Mimmo Bulzomì, uomo che ha dedicato al ciclismo la sua vita ed ancora oggi ne è indissolubilmente legato. A lui si deve se il ciclismo in Calabria è sopravvissuto finora, a lui si deve la presenza della carovana rosa nell’antica capitale normanna. A lui si deve questa promozione in diretta nazionale.
Perché, quando passa il Giro d’Italia tutto il territorio si rianima, i ragazzi si entusiasmano, quelli più avanti con l’età ripercorrono ricordi altrimenti sopiti. È sempre una festa l’arrivo della carovana rosa e la città scelta per la partenza, Mileto in questo caso, vive certamente una giornata a suo modo storica che per molto tempo rimarrà impressa nei ricordi di chi ha potuto vivere questa emozione.
Il passaggio dei ciclisti, dei tanti campioni che solcano strade per noi conosciute ma per loro inusuali, lasciano una scia carica di fascino, una traccia del talento sportivo, ma soprattutto rappresentano momenti personali che i tanti che si sono accalcati a vederne il passaggio continueranno a coltivare nel ricordo di esperienze passate, di suggestioni giovanili che tornano a galla e suscitano nuove emozioni cullate da improvvisi flashback.
È il caso di mons. Gaetano Currà, oggi direttore dell'Istituto teologico San Pio X di Catanzaro e parroco della chiesa Regina Pacis a Vibo Valentia, che a Mileto è tornato per essere presente alla partenza al fianco del vescovo mons. Luigi Renzo.
Mons. Currà è stato seminarista proprio a Mileto e per lui questa giornata è stata un’inattesa occasione di rivivere i suoi ricordi di gioventù, quando Mileto visse l’emozione di storiche edizioni del Giro proprio mentre lui qui era un giovane studente.
Come per tanti altri, per lui è stato un ripercorrere emozioni altrimenti accantonate in un angolo della memoria, venute a galla proprio in questa occasione.
Il suo primo incontro con il Giro d’Italia fu proprio nell’anno in cui per la prima volta, ancora novizio, entrava in seminario.
“Era il 1965 – ricorda – e il passaggio di quella tappa del Giro d'Italia fu epica, perché collegata ad un momento di cronaca della corsa a suo modo importante. Durante il percorso, c’era stata una prima fuga ed il ciclista in questione passò per primo in solitaria lungo le strade di Mileto con un vantaggio addirittura di venti minuti, forse mezz’ora. sul gruppo”.
Con un guizzo, la sua memoria si fa strada: “Si chiamava Stabinski!”, lui stesso sorpreso da tanta memoria esclama ricordando quel giorno, ed aggiunge: “Fu una sensazione particolare vedere questo corridore polacco tutto solo a spingere sui pedali. Se non sbaglio la corsa era la tappa Reggio-Cosenza”.
Ma il ricordo più bello, l’emozione più grande si consumò due anni dopo.
“Il Giro d'Italia – riprende il filo dei ricordi mons. Currà – ritornò a Mileto nel 1967. Ormai ero un seminarista di lungo corso ed insieme agli altri, indossando la veste talare, ci sistemammo lungo il percorso, nel tratto dove c'è il rettilineo prima dell’ingresso a Mileto”.
E fu lì che si realizzò un incontro speciale, un’emozione straordinaria: “Al solito – racconta don Gaetano – c’era il passaggio delle auto che precede i corridori e tra queste si fece largo una 600 con l'altoparlante. Dentro c'era Bartali”.
Il grande campione vedendo quel gruppo di seminaristi fece fermare la 600 e scambiò qualche parola con loro. Alla fine concluse con una richiesta: “Pregate per noi e… per questi giovani corridori!”.
Nel dire questo, tirò fuori dalla macchina una scatola: “È per voi – disse Gino Bartali mentre il giovane Gaetano Currà prendeva quell’inatteso regalo – è un gioco dell'oca con il Giro d'Italia, quando avete un po’ di tempo libero, potete passarci giocarci, ma, soprattutto, ricordateci nelle Vostre preghiere”.
“Ecco uno dei momenti più belli tra i miei ricordi del Giro d'Italia a Mileto”, conclude con sincera emozione mons. Gaetano Currà.
