Mimmo Lucano può candidarsi alle prossime elezioni regionali in Calabria? È la domanda che serpeggia tra i vertici di Alleanza Verdi Sinistra, dopo che l’ex sindaco di Riace ed europarlamentare ha ufficializzato la sua presenza come capolista nelle tre circoscrizioni a sostegno di Pasquale Tridico.

Il nodo riguarda la sua complessa vicenda giudiziaria. Lucano, assolto in appello da quasi tutti i capi d’imputazione del processo Xenia – che in primo grado gli erano costati una condanna a 13 anni e 2 mesi – resta gravato da una condanna per falso ideologico, con pena sospesa a 1 anno e 6 mesi. Una sentenza che, pur molto ridimensionata rispetto all’impianto originario, apre interrogativi sulle norme in materia di incandidabilità previste dalla cosiddetta legge Severino.

A complicare il quadro c’è il contenzioso sulla sua decadenza da sindaco di Riace. Il tribunale di Locri, accogliendo il ricorso del prefetto di Reggio Calabria, aveva dichiarato cessato il suo mandato, contro la volontà del consiglio comunale. Lucano ha però presentato appello, ottenendo la sospensione della sentenza. L’udienza decisiva è fissata per il 9 gennaio 2026.

La partita resta dunque aperta. Al momento Lucano mantiene il suo seggio da europarlamentare, ma la sua eleggibilità alle regionali potrebbe essere messa in discussione alla luce delle disposizioni che vietano la candidatura e l’accesso a cariche elettive per chi sia colpito da condanne definitive per delitti non colposi.

Un rebus giuridico che rischia di diventare anche un caso politico: da un lato l’entusiasmo della base e dei sostenitori di Tridico, dall’altro il timore che un’eventuale esclusione possa trasformarsi in un boomerang per l’intera coalizione.

Proprio per evitare rischi e incertezze, i vertici regionali di Avs starebbero valutando un ridimensionamento della sua corsa, candidandolo soltanto nella circoscrizione meridionale e non come capolista in tutte e tre. Una scelta che, se confermata, rappresenterebbe un compromesso tra la volontà di schierarlo in campo e la prudenza legata ai dubbi di candidabilità.