"Ci auguriamo che le inchieste della Procura di Catanzaro e dell'Autorità nazionale Anticorruzione chiariscano al più presto fatti e responsabilità sulla recente assegnazione, da parte della Regione Calabria, dei fondi per il teatro. Lo diciamo tutti noi parlamentari calabresi del Movimento Cinque Stelle, nazionali e dell'Ue. La vicenda ha profili politici gravissimi, perché suggerisce che al governo della Calabria ci sia di fatto Adriana Toman, compagna del governatore della Regione, Mario Oliverio". E' quanto dichiara la deputata del Movimento Cinque Stelle, Dalila Nesci. "La magistratura dovrà accertare - continua la Nesci - il ruolo che la Toman e altri hanno svolto, in concreto, in merito alla destinazione di risorse pubbliche per oltre 600 mila euro da parte della Regione Calabria, finite proprio a teatranti in rapporto con la dama del presidente. Oliverio non può giustificarsi con il silenzio, perché i calabresi hanno eletto lui, e non la Toman, alla guida della Regione. Il Consiglio regionale e il Partito democratico abbiano un moto di orgoglio e salvino la faccia. Non restino nel mutismo permanente tenuto in questi anni, alimentato da nomine strategiche con cui il governatore Oliverio ha spento ogni volta il dissenso nella sua maggioranza e nei cortili vicini. Alla Calabria non resta che tornare a nuove elezioni".

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La deputata del M5S, Dalila Nesci, conclude spiegando che: "La politica familistica di Oliverio è ormai evidente quanto l'immobilismo del governatore, da tempo vittima di un'ipnosi politica insanabile, privo di lucidità e di equilibrio e dunque inadatto a reggere le sorti di una Regione in affanno e ritardo senza precedenti. Se Renzi vuole politicamente suicidarsi con Oliverio, faccia pure. Almeno i calabresi potranno ringraziarlo per un'azione degna di rilievo".