Comune Vibo, la Scrugli attacca: "Irregolare l'utilizzo dei fondi povertà"
Non ci sta Lorenza Scrugli, consigliere di maggioranza (capogruppo Vibo Valentia da Vivere) dell'amministrazione comunale Limardo a Palazzo "Luigi Razza". Il Comune di Vibo in pieno periodo agostano vive di una nuova fibrillazione all'interno della maggioranza che per la verità non sorge nelle ultime ore, ma che si è palesata chiaramente ormai da alcuni mesi. L'ex assessore alle Politiche Sociali della Giunta Costa non le manda a dire ed attacca, in primo luogo, l'attuale assessore alle Politiche Sociali, Franca Falduto.
Nessuno spazio alla competenza. "L’ennesima “svista”, l’ennesimo “errore” l’ennesima volontà di non affrontare - evidenzia Lorenza Scrugli - e di non confrontarsi sui problemi, mi spingono oggi a pormi in modo critico rispetto ad un progetto di maggioranza condiviso entusiasticamente all’inizio nella convinzione che avrebbe regalato alla città ed ai cittadini “i migliori profili” di cui Vibo potesse disporre ma che ben presto, è apparso invece come una mera attribuzione di incarichi che, spesso, poco avevano a che fare con la competenza. Quale competenza, mi chiedo, vi è stata nelle molteplici problematiche insorte e da me evidenziate, anche pubblicamente e mai smentite, in un intero anno che avrebbero solo e soltanto voluto una soluzione condivisa e migliorativa per i cittadini? Quale forza e adeguatezza quando ci si arrocca dietro i numeri archiviando quale “frutto di invidia” le osservazioni di chi ha unicamente chiesto di sfruttare al meglio e nel modo corretto le opportunità specie quando le stesse riguardano i cittadini più fragili?"
Grave errore politico. Oggi, ciò che mi porta a scrivere e a questa decisione, nasce da un fatto grave, un enorme errore innanzitutto politico, e relativo all’utilizzo del Fondo Povertà 2018. Tale Fondo, già presente in assessorato, ma mai saputo utilizzare in oltre un anno di mandato, è stato istituito con legge 28 dicembre 2015 n.208, art.1 comma 386 ed ha come beneficiari i percettori del REI e del Reddito di Cittadinanza. Tale Fondo è stato destinato nella sua interezza (oltre 500.000 €) per buoni spesa molti dei quali destinati a far fronte all’emergenza Covid. Ampliare la platea iniziale dei beneficiari, sarebbe stato possibile grazie al D.L. 18 del 17 marzo 2020 art. 40 che ne consentiva l’utilizzo anche per coloro che si fossero trovati in stato emergenziale per via del Covid ma, afferma lo stesso articolo, “solo per un periodo limitato di due mesi dall’entrata in vigore del citato D.L.”. Tale ampliamento di platea dei beneficiari quindi, sarebbe stato legittimo unicamente se tali fondi fossero stati utilizzati per il Covid entro e non oltre la data del 16/05/2020.
Un arco temporale ben preciso. "Tale data, perentoria, non è un’invenzione della scrivente né si riferisce, come addotto a giustificazione, ad un eventuale impegno della spesa ma è confermata tanto dal Dirigente Regionale del settore con PEC inviata in data 19/06/2020 con prot. SIAR202142 ed in mio possesso, quanto da una Circolare Ministeriale della Direzione Generale Politiche Sociali del 12/06/2020 Registro Ufficiale U.4771 a firma del Direttore Generale, sempre in mio possesso, ed inviata tra l’altro a tutti i Comuni. Tale Circolare evidenzia che “ai fini della corretta rendicontazione, con riferimento al periodo considerato dal 17/3 al 16/5 c.a. risulta ammissibile l’estensione della platea dei beneficiari per gli interventi e i servizi sociali, finanziati a valere sulla quota servizi del Fondo povertà”. La stessa circolare al punto 3 precisa ancora “Preme in questa sede sottolineare come l’art.40 del DL 18 abbia sostanzialmente consentito di utilizzare le risorse innanzitutto professionali che la quota servizi del fondo povertà ha permesso di acquisire, rivolgendo, nei primi due mesi di insorgenza dell'emergenza, anche ad altri soggetti gli stessi interventi e servizi sociali già avviati per i beneficiari del reddito di inclusione prima e del reddito di cittadinanza ora”. La PEC della Regione a firma del Dirigente di settore precisa che “al di fuori di tale periodo (17/03 – 16/05) gli interventi e i servizi possono essere riconosciuti solo ai beneficiari originari.”"
Uso irregolare dei fondi. "Tengo a precisare che tali chiarimenti - prosegue la Scrugli - erano stati da me richiesti a chi di competenza, invitando a fornire documentazione che autorizzasse l’utilizzo del Fondo per emergenza Covid in un periodo differente da quello indicato dalla legge, dal Ministero e dalla Regione, ma mai nulla è stato prodotto se non addurre a giustificazione dello stesso utilizzo fantomatiche telefonate, messaggini whatsapp e screenshot. Questi gli unici “atti amministrativi” forniti dall’Assessore! Perché insisto così sulla data e sul periodo di utilizzo? Per un solo ma fondamentale motivo. Perché aver utilizzato gran parte di tale fondo per l’emergenza Covid in un periodo non previsto dalla legge, ne rende l’uso irregolare; non rendicontabile in modo corretto, esponendo quindi l’ente ad enormi danni e mettendo anche a rischio la somma spettante allo stesso comune come annualità 2019; finisce col privare del godimento del Fondo i beneficiari originari che avrebbero invece potuto usufruirne, anche sotto forma di servizi diversi, in qualsiasi momento e senza limitazione alcuna. Tutto il fondo il cui utilizzo nasce da una chiara volontà politica ha iniziato ad essere utilizzato attraverso buoni spesa, e dando priorità all’emergenza Covid, solo a fine maggio per come gli stessi verbali attestano e quindi ben oltre il periodo previsto dal D.L. 18/2020 rendendo allora assolutamente irregolare e non conforme l’utilizzo di gran parte dello stesso".
L'attacco alla Falduto. "Non mi resta quindi che evidenziare in modo chiaro l’incapacità e l’inadeguatezza politica, il poco approfondimento delle norme, la mancanza di una seria e puntuale programmazione di un Assessore che, data la delicatezza del campo in cui opera, avrebbe il dovere di muoversi ed operare con la massima perizia, oggettività trasparenza e correttezza. Mortifica, su questi temi, la chiusura da parte del capo dell’esecutivo ad ogni confronto e ad ogni chiarimento a dimostrazione che, o quella forza così veementemente espressa non è poi tale o che la considerazione per un proprio consigliere di maggioranza e per il gruppo che rappresenta è davvero di poco conto".
"Il ruolo all’interno della maggioranza - conclude Lorenza Scrugli - sarà discusso e deciso in una riunione che vedrà presenti tutti i vertici del movimento “Vibo Valentia da Vivere”".
