Mancano i bidelli a scuola, il sindaco di Zambrone scrive al Ministro dell'Istruzione
A Zambrone la mensa scolastica non è partita. Ma non per la volontà dell'amministrazione comunale ma perché non ci sono bidelli. Con un accettabile rimpallo di responsabilità. Stante la situazione di stallo i genitori rifiutano di mandare i loro figli a scuola. Da qui la clamorosa iniziativa del sindaco Corrado L'Andolina.
"Con la presente - si legge nella missiva inviata al ministro Lorenzo Fioramonti - sottopongo alla sua attenzione, le difficoltà vissute in questo inizio dell’anno scolastico dalle scuole che insistono nel territorio del Comune di Zambrone. In seguito al Piano di dimensionamento scolastico approvato poco tempo fa, le scuole di Zambrone sono state accorpate all’Istituto Comprensivo di Tropea".
All’inizio dell’anno scolastico, però, si sono verificate difficoltà gestionali di rilevante entità. Più specificamente, per quanto riguarda i collaboratori scolastici, i plessi delle anzidette scuole risultano significativamente sottodimensionati. In seguito a tale sottodimensionamento, come detto, vi sono state le vibrate proteste dei genitori degli alunni e anche la stampa locale ha focalizzato l’attenzione sulla problematica.
"Nonostante - prosegue il primo cittadino - l’impegno puntuale e costante della dirigente scolastica dell’Istituto, la questione non è stata superata. L’insufficienza di collaboratori scolastici incide, chiaramente, sui servizi essenziali circa il funzionamento della scuola. E ciò lede il diritto allo studio degli allievi. In una realtà periferica della Calabria, la scuola è anche insostituibile e primario baluardo di legalità e l’unico strumento di emancipazione da ataviche e nuove forme di depressione sociale, economica e culturale. Peraltro, tradizionalmente, le scuole di Zambrone hanno un ottimo livello di funzionamento, una buona capacità di formazione nel preparare gli allievi ai successivi cicli di studi e nel formare le coscienze dei cittadini del futuro. Tutto ciò non può essere minato dalla carenza di collaboratori scolastici o da cavilli burocratici che devono cedere il passo innanzi alla primaria e insostituibile necessità di assicurare il diritto allo studio per ogni studente. Ciò esposto, confido nella Sua sensibilità e nella capacità d’intervento per superare la criticità indicata e con l’occasione porgo riverenti ossequi".
