'Ndrangheta, confermato sconto di pena per il boss Francesco Mancuso
Il boss di 'ndrangheta Francesco Mancuso, 63 anni, alias "Tabacco", potrà beneficiare dello sconto di pena che gli era stato concesso nel 2010. Il procuratore generale di Catanzaro aveva infatti chiesto al Tribunale di Sorveglianza di Ancona di revocare la liberazione anticipata di 595 giorni - circa un anno e mezzo - che era stata concessa a Mancuso da parte del magistrato di Sorveglianza di Frosinone. Il giudice di Ancona ha però accolto in toto la tesi difensiva, sostenuta dall'avvocato Francesco Schimio, e ha rigettato la richiesta di revoca avanzata dal procuratore catanzarese.
La 'locale' di Limbadi. Francesco Mancuso è stato condannato in primo grado nel 2013 e successivamente, nel 2018, dalla Corte di Appello di Catanzaro, per il reato di associazione mafiosa. Nello specifico per "aver costituito un'associazione a delinquere di stampo mafioso e armata denominata 'locale di Limbadi', operante in Vibo Valentia e altrove". Tutti reati però che, secondo il Tribunale di Ancona (che si è basata anche sulle contestazioni mosse dalla Procura di Vibo), sono andati avanti fino al 1998, ovvero fino alla data della prima richiesta di rinvio a giudizio della Procura di Vibo Valentia.
Liberazione anticipata pienamente legittima. Per questa ragione la liberazione anticipata di circa un anno e mezzo, concessa nel 2010, è pienamente legittima: la legge consente la revoca soltanto quando sia stato commesso un reato dopo la concessione del beneficio, che però - in questo caso - è stato concesso nel 2010, molto dopo il 1998. Francesco Mancuso, quindi, potrà godere della liberazione anticipata anche se dovrà ancora finire di scontare la sua pena all'interno del carcere.
