Coronavirus, Democratici Riformisti: "Impegnarsi per uscire dalla zona rossa"
"È ovvio che se le misure decise dal Governo non saranno fatte proprie dalla popolazione abbiamo solo inventato uno slogan perché, allo stato, la diffusione del Coronavirus, come dimostra per paradosso e loro disgraziata ventura il numero di negazionisti infettati, è controllabile solo con il distanziamento e le mascherine". Così in una nota i Democratici Riformisti, secondo cui "detto questo ci pare che Speranza e tale Spirlì (che per una tragica circostanza fa le funzioni di Presidente della Giunta Regionale) debbano agire in fretta".
5 azioni contro il Covid. "Soprattutto Speranza - aggiungono - per le competenze e il potere esecutivo che ha nelle sue mani. Per risarcire la Calabria, dal torto e dal danno subito per aver mantenuto,quale Commissario, il generale Cotticelli (la cui inadeguatezza è apparsa clamorosamente nell’intervista di Rai 3 ma soprattutto in quella rilasciata a Giletti sulla 7)". Quindi Speranza, secondo i Democratici Riformisti, "oggi ha l’obbligo di impegnare il commissario e deve attivare le Asp per: 1. Eseguire il tracciamento facendo funzionare i centralini, raccogliendo i tamponi e autorizzando tutti i laboratori pubblici operativi alla loro lavorazione in modo da avere le risposte necessarie in tempi brevissimi; 2. Attivare immediatamente tutte le Usca (Unità Speciali di Continuità Assistenziale) che sono state già approvate ma non sono operative; 3. Assumere il personale necessario utilizzando prima i concorsi già espletati anche fuori dei termini di validità; 4. Attivare i presidi territoriali immediatamente realizzabili; 5. Attivare i reparti Covid utilizzando anche l’esercito laddove le forme ordinarie non siano sufficienti".
Non a discapito degli altri malati. Tutto ciò "è indispensabile per far ripartire gli ambulatori e soprattutto per scongiurare che, la necessaria azione di contrasto alla pandemia, non sia da ostacolo alla presa in carico e alla cura di altri malati, o di quelli già presenti nelle strutture sanitarie, con patologie diverse, spesso gravi o gravissime ad alto rischio di mortalità. Pur intendendo difendere il Commissariamento, in questa fase di emergenza, e il Governo dalle accuse di prevaricazione per la scelta assunta, anche se non totalmente infondate, oggi, però, crediamo che questa scelta vada seriamente condivisa, soprattutto dai calabresi. Ecco perché, è necessario che all’emergenza il Governo risponda con azioni concrete e convincenti in grado di giustificare l’accentramento dei poteri e le scelte e le politiche sanitarie che appronterà".
Superare la zona rossa. La stessa struttura a disposizione del commissario "deve rispondere a criteri di efficienza e professionalità e deve avere la consapevolezza dello scopo per cui è stata realizzata. Ovviamente abbiamo dissentito sulla permanenza di Cotticelli, e, purtroppo, ci pare che il nuovo Commissario ha, in un recente passato, parlato molto a sproposito, anche per questo riteniamo che debba dimostrare, con i fatti, di meritare la fiducia che il Governo gli ha conferito e soprattutto quella dei calabresi. Un ultima considerazione: è cieco chi non vede che soffiare sul fuoco dei legittimi interessi di alcune categorie pretendendo un indebolimento (non giustificato) delle misure di prevenzione rischia di essere inteso come una tana libera tutti che potrebbe determinare un numero di decessi elevato e invece evitatabile". "Per questo - concludono i Democratici Riformisti - chiediamo a tutti di lavorare onde costruire le condizioni per il superamento, nella nostra regione, della zona rossa, assumendosi, ciascuno per parte sua, in pieno le responsabilità a cui chiamato. Sperando che il Paese non conosca nuovamente la tragica esperienza del marzo scorso che ci ha condotto al lockdown totale".
