Non si arresta la lunga scia di intimidazioni ai danni dei beni confiscati alla criminalità organizzata e affidati a cooperative sociali. Dopo settimane di incendi, furti e danneggiamenti che hanno colpito realtà attive in Campania, Lombardia, Calabria e Sicilia, è di oggi la notizia di un nuovo grave atto intimidatorio in Calabria.

Un incendio doloso ha devastato un uliveto confiscato di 11 ettari in località Baronello, frazione di Castellace, nel comune di Oppido Mamertina, gestito dalla cooperativa Valle del Marro Libera Terra. Il rogo ha distrutto circa 830 ulivi su quasi 4 ettari di terreno, concentrandosi nella parte pianeggiante, dove si trovava la maggior parte del raccolto. Il danno stimato è pesantissimo: circa 20.000 kg di olive persi e un calo produttivo che richiederà almeno tre anni per il pieno recupero delle piante.

L’episodio si aggiunge a una serie di incendi dolosi che, nelle ultime settimane, hanno colpito la stessa cooperativa Valle del Marro e la Beppe Montana Libera Terra in Sicilia. Solo di recente sono andati in fumo oltre 5 ettari di grano biologico pronto per la mietitura a Gioia Tauro e oltre 20 ettari coltivati a grano in località Coccumella, nell’agro del comune di Lentini.

La denuncia di Libera Calabria

La Segreteria regionale di Libera Calabria ha reso noto il nuovo atto intimidatorio e ha espresso preoccupazione per quella che definisce «una strategia sistematica» contro chi lavora sui beni sottratti alla ‘ndrangheta e alle altre mafie.

«Il susseguirsi di tali atti – sottolinea Libera – è il segnale di una strategia intimidatoria sistematica, con il chiaro intento di colpire chi lavora con dignità per restituire alla collettività ciò che la criminalità organizzata aveva sottratto e sta realizzando un'economia giusta e sana nel nostro Paese.»

Libera evidenzia come questi attacchi non colpiscano solo le cooperative Valle del Marro e Beppe Montana – attive rispettivamente su oltre 100 ettari nella Piana di Gioia Tauro (Oppido Mamertina, Rosarno, Rizziconi, Gioia Tauro, Taurianova) e su 95 ettari in Sicilia (Belpasso, Ramacca, Motta Sant'Anastasia e Lentini) – ma il senso stesso del riutilizzo sociale dei beni confiscati.

«Il nostro impegno non verrà meno»

Nonostante la gravità dei danneggiamenti, Libera ribadisce con forza che non arretrerà di fronte alle intimidazioni:

«C’è una verità che non viene cancellata con il fuoco: quelle terre sono tornate libere e il nostro impegno non verrà mai meno. È la risposta più bella che abbiamo imparato a dare: noi ci siamo, accanto a tutti quei percorsi di corresponsabilità che ora hanno bisogno di sostegno, con l’obiettivo di incidere sempre di più nei contesti che attraversiamo».

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