Luciano Sanzo dovrà scontare un anno e dieci giorni di carcere per la morte del giovane Giuseppe Fabiano

Si conclude con un patteggiamento accolto ed uno negato il procedimento a carico di due imputati accusati dell’ omicidio colposo in concorso di Giuseppe Fabiano, 20 anni, morto in seguito ad un incidente sul lavoro avvenuto il 18 luglio 2015. Luciano Sanzo, di 34 anni, difeso dai legali Vito Maida e Giovanni Cilurzo davanti al gup del Tribunale di Catanzaro Carlo Saverio Ferraro ha patteggiato la pena ad un anno e dieci giorni di reclusione. Per l’altro imputato Giovanni Sanzo, assistito dai legali Vittorio Ranieri e Giuseppe Pitaro la richiesta di patteggiare la pena non è stata accolta e il gup ha rispedito gli atti al presidente del Tribunale che dovrà assegnare il procedimento ad un altro giudice. La famiglia della vittima si è costituita parte civile tramite l’avvocato Roberta Scozzafava.

L’incidente mortale. Secondo la ricostruzione dei carabinieri della Compagnia di Soverato Giuseppe Fabiano, si trovava sul trattore guidato da Luciano Sanzo, quando durante lo spostamento del mezzo agricolo, in contrada Pirivoglia a Chiaravalle centrale che collega l’abitato con il vicino comune di San Vito sullo Jonio, è caduto sbattendo la testa, schiacciato dalla ruota posteriore. Soccorso e trasportato all’ospedale Pugliese- Ciaccio di Catanzaro con l’elicottero del 118, è morto dopo pochi minuti in seguito ad serie di traumi riportati a causa dell’impatto. I Carabinieri avevano poi effettuato i rilievi del caso, sequestrato il mezzo e riferito l’accaduto al magistrato di turno Paolo Petrolo. Da qui era scattata l’inchiesta, il titolare del fascicolo aveva iscritto nel registro degli indagati, l’autista del mezzo Luciano Sanzo e il padre, l’imprenditore agricolo Giovanni Sanzo titolare della ditta per la quale lavorava Fabiano, con l’accusa di omicidio colposo. (ga. pa.)