Processo Stammer, alta tensione a Vibo. Battibecco tra l'avvocato Sabatino e il giudice Lucia Monaco
Il pm della Dda di Catanzaro Antonio De Bernardo ha chiesto la trasmissione degli atti al presidente del Tribunale di Vibo e al Consiglio dell'Ordine degli avvocati
di MIMMO FAMULARO
E' stata un'udienza carica di tensioni quella che si è tenuta oggi pomeriggio nell'aula bunker del Tribunale di Vibo Valentia dove si sta celebrando il processo scaturito dall'operazione antidroga denominata “Stammer”. Ad infiammarla è stato un acceso diverbio scoppiato tra l'avvocato Francesco Sabatino (codifensore insieme all'avvocato Giovanni Marafioti di uno dei principali imputati, il boss Pasquale Pititto) ed il presidente del Collegio Lucia Monaco.
La discussione. A scatenare la discussione, piuttosto vivace, sarebbe stata un'eccezione di inammissibilità di una testimonianza di un investigatore di Pg, citato dal pubblico ministero, sollevata dall'avvocato Sabatino e rigettata dal giudice Monaco. Nello specifico il presidente ha ribadito al difensore che sul punto il Collegio si era già pronunciato. Da qui sarebbe iniziato un vivace botta e risposta tra le parti con le voci che si sono sovrapposte l'una sull'altra e toni piuttosto accesi. L'avvocato Sabatino ha quindi chiesto al Collegio la trasmissione del fascicolo e la trascrizione dei verbali dell'udienza al presidente del Tribunale Filardo. Altrettanto ha fatto il pm della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, Annamaria Frustaci che, finita la discussione e sedati gli animi, è intervenuto per chiedere, oltre alla trasmissione degli atti al presidente del Tribunale di Vibo, l'invio anche al Consiglio dell'Ordine degli Avvocati per le valutazioni di propria competenza.
Il processo. Iniziato nello scorso mese di ottobre, il processo Stammer vede imputati nel filone ordinario diciassette persone, coinvolte nell'inchiesta coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro e sfociata nel maxi blitz condotto dalla guardia di finanza lo scorso 24 gennaio. Secondo le ipotesi di accusa, i clan della ‘ndrangheta vibonese avrebbero stipulato accordi direttamente con i “cartelli colombiani” per l’importazione della cocaina in Italia, confermando quanto già emerso in altre operazioni, come in “Decollo” o “Overing”: il predomino delle cosche vibonesi nel narcotraffico internazionale. Le indagini, in particolare, hanno consentito di disarticolare un’organizzazione estremamente complessa, composta da diversi sodalizi criminali, riconducibili alla ‘ndrina Fiare’ di San Gregorio d’Ippona, alla ‘ndrina Pititto-Prostamo-Iannello di Mileto, ed al gruppo egemone sulla contigua San Calogero, organizzazioni satellite rispetto alla più nota ed egemone cosca dei Mancuso di Limbadi.
Dall'avvocato Francesco Sabatino riceviamo e pubblichiamo. "In ordine alla notizia dello svolgimento dell'udienza del processo 'Stammer' ritengo inappropriato affermare che il processo in questione sia stato caratterizzato da alta tensione tra le parti. Simili espressioni sortiscono l'effetto di esasperare normali dinamiche processuali del tutto normali. Pur avendo stigmatizzato la decisione del tribunale chiedendone la revoca, non ho mai dubitato della correttezza e della professionalità della dott.ssa Monaco dimostrata in anni di processi. Ritengo che il mio operato sia stato corretto e ribadisco che alla vicenda odierna probabilmente sia stata attribuita troppa rilevanza".
