I Carabinieri Forestali dei Gruppi di Milano, Lodi, Pavia, Torino, Napoli, Reggio Calabria e Catanzaro hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Milano nei confronti di 11 soggetti, tutti italiani, alcuni operanti nel settore dei rifiuti, ritenuti appartenenti ad un sodalizio criminoso dedito al traffico illecito di rifiuti e responsabili del riempimento di numerosi capannoni abbandonati nel Nord Italia e di tombamento dei rifiuti in una cava dismessa in Calabria.

Le indagini, dirette dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Milano, e prosecuzione dell’operazione “Fire Starter” che nell’ottobre del 2018 aveva portato all’arresto di 6 soggetti responsabili del traffico di rifiuti e del rogo del capannone di Corteolona (PV), hanno permesso di evidenziare dinamiche di più ampia portata individuando un’organizzazione criminale, capeggiata da soggetti di origine calabrese, tutti con numerosi precedenti penali, i quali, attraverso una struttura composta da impianti autorizzati e complici, trasportatori compiacenti, società fittizie intestate a prestanome e documentazione falsa, gestivano un ingente traffico di rifiuti urbani ed industriali provenienti da impianti campani e finivano in capannoni abbandonati del Nord Italia o interrati in Calabria.

Questi i nomi delle persone coinvolte: Maurizio Assanelli, Stefano Assanelli di Treviglio, Massimo Bonanno di Napoli, Maurizio Bova di Locri, Sara Costenaro di Como, Daniele Frustillo di Cariati, Marco Izzo di Maddaloni, Matteo Molinari di Busto Arsizio, Angelo Romanello di Siderno, Matteo Salomone di Galliate, Assunta Villella di Voghera. In particolare il gip ha applicato nei confronti di Romanello e Bova la custodia cautelare in carcere e per gli altri indagati gli arresti domiciliari.

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