L'investimento a Copanello e quello al villaggio Valtur di Nicotera coinvolgono l'avvocato Giancarlo Pittelli e il boss di Limbadi, Luigi Mancuso. La sentenza “Rinascita-Scott” evidenzia il legame stretto tra i due, con Pittelli che utilizza la sua vicinanza a Mancuso per ottenere benefici economici.

Pittelli, proprietario di un terreno a Copanello, intendeva costruirvi una struttura turistica per saldare i suoi debiti, contando sulle sue relazioni nella pubblica amministrazione e nella massoneria. Tuttavia, il terreno era gravato da un'ipoteca concessa da Pirelli Re e successivamente trasferita a Prelios e altre società, fino a Credit Suisse. Pittelli ha utilizzato la sua rete di contatti per risolvere questo problema.

Nel frattempo, Pittelli, sempre secondo la ricostruzione dei magistrati, viene a sapere che Prelios sta cercando di vendere il villaggio Valtur di Nicotera a un prezzo molto ridotto a causa della presenza mafiosa nella zona. Pittelli propone di mediare la vendita, utilizzando la sua relazione con Mancuso per garantire la transazione in cambio di condizioni vantaggiose per l'ipoteca del terreno di Copanello.

Il Tribunale rileva che Pittelli avrebbe sfruttato "abilmente le dinamiche mafiose a suo vantaggio, non essendo una vittima del sistema, ma utilizzandolo per i suoi scopi imprenditoriali". Viene, quindi, identificato come mediatore tra Prelios e Mancuso, "legittimando le dinamiche mafiose nella zona". Nonostante l'affare non sia andato a buon fine, il ruolo di Pittelli evidenzia "un concorso esterno nell'associazione mafiosa".