Ministero della Giustizia, i dipendenti part-time chiedono il passaggio al tempo pieno
Nota congiunta della Cgil Funzione Pubblica, Cisl Fp e Uil Pa per richiedere la trasformazione a tempo pieno del rapporto di lavoro dei tanti dipendenti trasmigrati nel ministero della giustizia da altri enti
di PAOLO DEL GIUDICE
I rappresentanti sindacali della CGIL Funzione Pubblica, CISL FP e UIL PA hanno diffuso una nota congiunta, indirizzata al Capo Dipartimento Reggente dell’Organizzazione Giudiziaria e Direttore Generale del personale e della formazione del Ministero della Giustizia, con la quale constatano favorevolmente l'immissione nei ruoli organici dell'amministrazione giudiziaria di tantissimi dipendenti, provenienti per mobilità da altre amministrazioni o assunti mediante scorrimento di graduatorie di concorsi espletati da altre amministrazioni pubbliche. A queste nuove forze di organico si aggiungeranno ulteriori trecento unità, la cui assunzione è stata autorizzata con DPCM del 24 aprile 2018, in considerazione del personale cessato dal servizio degli anni precedenti.
Il part-time nel ministero della giustizia. Negli uffici giudiziari sono transitati da altre amministrazioni lavoratori il cui rapporto di lavoro è a tempo parziale: per questi dipendenti, che prestano servizio ormai da anni, le tre sigle sindacali hanno invocato la trasformazione del rapporto di lavoro a tempo pieno, non escludendo ulteriori iniziative in caso di frustrazione delle aspettative di trasformazione del proprio rapporto di lavoro a tempo pieno.
