'Ndrangheta, si chiude con un’assoluzione piena il capitolo giudiziario che vedeva coinvolto l'ex sindaco (NOME)
Cade l'accusa di concorso esterno: "Il fatto non sussiste". Assolto anche un funzionario della Prefettura
Si chiude con un’assoluzione piena il capitolo giudiziario che vedeva coinvolto l'ex primo cittadino di Isola Capo Rizzuto, Gianluca Bruno. Il Tribunale di Crotone ha pronunciato una sentenza di assoluzione con la formula "perché il fatto non sussiste", smontando l'impianto accusatorio che ipotizzava il reato di concorso esterno in associazione mafiosa.
Il procedimento era nato da un filone della nota inchiesta "Jonny", focalizzata sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta nella gestione del centro di accoglienza (Cara) del territorio crotonese. Insieme a Bruno, i giudici hanno scagionato dalle accuse di corruzione anche Leonardo Sacco, ex governatore della Fraternita di Misericordia, e Carmelo Giordano, funzionario della Prefettura di Crotone.
L'indagine, coordinata dalla Dda di Catanzaro, aveva portato nel maggio 2022 alla notifica dell'avviso di conclusione delle indagini. Tuttavia, il dibattimento ha ribaltato le tesi della Procura. Soddisfatti i legali di Bruno, gli avvocati Carlo Petitto e Luigi Villirilli, che hanno sottolineato come un meticoloso lavoro di analisi su milioni di pagine di atti abbia infine restituito dignità all'ex sindaco.
Secondo la difesa, la sentenza conferma l'integrità del politico, escludendo qualsiasi forma di agevolazione verso le cosche locali o la compravendita della propria funzione pubblica. Bruno viene descritto dai suoi legali come un amministratore che ha operato esclusivamente nell'interesse della comunità, nel pieno rispetto della legalità
