Chiusura dal lunedì al venerdì per il Museo archeologico nazionale di Vibo Valentia e orari ridotti all’Archivio di Stato di Vibo Valentia: sono i primi effetti del mancato rinnovo dei contratti dei lavoratori precari del settore Cultura, scaduti il 28 febbraio senza la proroga prevista da un emendamento al Dl Milleproroghe.

Solo in Calabria sono oltre 250 gli addetti rimasti senza impiego dal 1° marzo, con ricadute immediate sui presidi culturali. Il Museo “Vito Capialbi”, ospitato nel Castello Normanno Svevo, aprirà al pubblico soltanto nel fine settimana: il personale è passato da 15 a 6 unità. Situazione analoga all’Archivio di Stato, dove la cessazione di tre contratti ha comportato la riduzione dell’orario dalle 8.30 alle 14.30, con un’estensione fino alle 15.30 solo martedì e giovedì.

Il direttore regionale dei Musei Calabria, Fabrizio Sudano, ha scritto al Ministero della Cultura segnalando la cessazione di oltre 90 unità e il conseguente depotenziamento dei servizi. La mancata proroga pesa alla vigilia della stagione turistica, con musei costretti a limitare aperture e attività per carenza di organico.