Sarà presente dal 18 al 22 maggio alla trentacinquesima edizione del salone internazionale del Libro di Torino uno degli ultimi lavori del giornalista Vincenzo Varone, un quaderno di appunti a mano libera consegnato alle stampe l’estate scorsa dal titolo “La Perenne attesa”, edito da Libritalia.

Nel volume Varone offre, tra l’altro, ai suoi affezionati lettori il suo pensiero, sugli uomini della politica di oggi «lontani anni luce dai veri padri della patria - ovvero dai La Pira, dai Moro e dai Pertini, tanto per fare solo alcuni nomi - i quali erano dei veri trascinatori capaci di darsi anima, corpo e cuore alla causa, al governo come atto d’amore e agli altri; dei veri combattenti sempre in trincea e dediti al servizio e al popolo; uomini di altra tempra, capaci di fregarsene delle mode e degli umori e pronti in ogni circostanza, per stile e fortezza, a nobilitare la politica, senza avere alcun bisogno, perché integri e sani, di strizzare in ogni circostanza l’occhio alla magistratura e alle prefetture, come avviene oggi, con pietosa e sospetta assiduità».

«Un andazzo – afferma Varone con il suo stile diretto e inconfondibile - in voga in ogni parte d’Italia, ma in Calabria e nelle altre regioni del Sud più che altrove. L’intenzione è, forse, quella di guadagnarsi, se già in carica oppure una volta eletti, l’impunità nelle terre di mafia e il paradiso, tra cori di angeli, nell’ora dell’inevitabile trapasso, sempre che non arrivino prima le rapacissime arpie a far man bassa dei loro destini».

Tra le pubblicazioni all’attivo di Vincenzo Varone - che negli anni è stato anche direttore di diversi periodici- figurano "Sotto il cielo di Paravati", "Studio 45", "Diario di un cronista- 120 secondi e dintorni" (che contiene i testi della seguitissima striscia quotidiana di Rete Kalabria andata in onda tra il 2006 e il 2009), "Furor di Stato" e "Natuzza Evolo - Il Soffio del Bene".